Informazione
Mandanti occulti
Chi si mangia i soldi dei beni confiscati alla mafia? | Chi si mangia i soldi dei beni confiscati alla mafia? |
|
|
|
|
“Questi salteranno in aria disse Matteo Messina Denaro” guardando gli Uffizi a Firenze nel 1993 e così è stato. Con l’Accademia di via dei Georgofili sono saltati in aria anche i nostri parenti,lo stragista di turno libero e uccel di bosco va arrestato , gli vanno confiscati tutti suoi beni e quelli già confiscati vanno tramutati in denaro sonante subito. Le ultime confische a Matteo Messina Denaro ammontano a ben 300 milioni di euro, a noi il massacratore di via dei Georgofili ne deve solo 13 milioni di euro a fronte delle cause che abbiamo intrapreso in sede civile. Chi si mangia i soldi dei beni confiscati alla mafia? E’ vergognoso che il Ministro dell’Interno attraverso i suoi funzionari risponda che non ha soldi nel Fondo 512 legge del 1999, ed è costretto a liquidarci una elemosina simbolica a fronte di quanto ci deve e rimandare il saldo a tempi migliori ,se va bene fra tre anni. Non possiamo più aspettare ancora ulteriori tre anni dopo 15 anni di tribolazioni, la mafia non ha fatto sconti a nessuno in questo Paese ,ma a Firenze ha superato se stessa perché non era sola. *Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |