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L'intervista a Gian Carlo Caselli PDF Stampa E-mail

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di Giuseppe Guastella - 12 luglio 2008

Caselli: ora la norma va bene Casa a fuoco, poi i pompieri. E con il lodo hanno salvato gli inquilini eccellenti.


Milano. Il governo ha modificato la legge blocca processi che ha sollevato un vespaio di polemiche. Dottor Giancarlo Caselli, cosa ne pensa?
«Faccio una considerazione preliminare che non riguarda il profilo tecnico-giuridico, ma la sequenza dei fatti».


Prego?
«Sembra di essere di fronte a un'opera teatrale in tre atti. Primo atto, si dà fuoco alla casa perché se rimaneva inalterata la norma blocca processi la crisi della giustizia sarebbe diventata una catastrofe. Secondo atto: si tirano fuori dalla casa i quattro inquilini più eccellenti, con il cosiddetto lodo Alfano. Terzo atto: arrivano i pompieri che spengono il fuoco. Sequenza sconcertante, ma oramai...».


Sul piano tecnico, la nuova norma sembra molto diversa dalla precedente.
«Esaminando le possibili ricadute tecniche sul funzionamento della giustizia e le modifiche, mi pare che tutto sommato l'emendamento vada bene».


In cosa?
«Prima di tutto, nel quadro della politica della riduzione del danno».


Cioè?
«Piuttosto che il vecchio blocca processi, ora abbiamo qualcosa che cambia radicalmente la vecchia ipotesi e prende una direzione positiva».


In che modo?
«Non c'è più una sospensione obbligatoria per un anno di processi che, non bisogna dimenticarlo, avrebbero riguardato anche reati gravissimi. Incredibile, ma vero, c'erano anche i sequestri di persona, le estorsioni, le rapine, i furti in alloggio, gli scippi, gli stupri e le violenze sessuali, con tanti saluti alla sicurezza».


Ma la sospensione è comunque prevista.
«Sono i dirigenti degli uffici che possono disporre il rinvio del processo, per non più di 18 mesi e soltanto per i reati che rientrano, sostanzialmente, nell'indulto. Non c'è più la sospensione automatica senza eccezioni, ma la possibilità di tenere conto delle specificità del caso concreto, laddove si dice che i dirigenti possono tenere conto di alcuni fattori. Soprattutto si fa riferimento all'interesse della persona offesa e non c'è più la data cervellotica del giugno 2002 che, a torto o a ragione, aveva suscitato qualche sospetto. C'è anche il coinvolgimento del Csm e quindi, si rinunzia al diktat
governativo e si rispetta la separazione dei poteri».


Tutto bene, allora?
«A questo punto, fatto trenta io avrei fatto anche 31. Nel senso che sia la vecchia che la nuova norma stabiliscono che si interrompe la prescrizione dei reati ».


Non le va bene?
«Significa che tra 18 mesi siamo punto a capo senza nessun miglioramento strutturale davvero duraturo per quanto riguarda il disastroso funzionamento della giustizia. Se non sospendessimo la prescrizione, gli armadi si svuoterebbero ».


Sta chiedendo di lasciar morire i processi? E le vittime dei reati?
«È una misura che può sembrare scioccante, dirompente. Si potrebbero, però, adottare alcune compensazioni. Una c'è già nel progetto annunciato, quella della possibilità per la parte civile di trasferire l'azione in sede civile godendo di una corsia privilegiata. Si potrebbe introdurre anche un'apposita norma per prevedere che la celebrazione del processo penale avvenga senza possibilità di rinvio se a chiederlo è la persona offesa e non solo l'imputato. Si determinerebbero così vantaggi importanti per la funzionalità del sistema giustizia e si bilancerebbero gli inconvenienti».


Tratto da
: Corriere della sera 

 
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