| L'intervista a Salvatore Borsellino |
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Nel corso del suo Governo dovrà pagare tutti i debiti e le cambiali a quella parte della criminalità organizzata che lo ha sostenuto e che gli ha permesso in parte di vincere le elezioni. Giovanni Palmieri: L'attuale maggioranza ha avuto il sostegno di tante frange della criminalità senza dubbio ma è stato solo il sostegno delle mafie a permetter loro di ottenere la maggioranza dei suffragi? Salvatore Borsellino: Per carità non è stato solo quello perchè purtroppo tanti italiani che non si informano, che si lasciano abbindolare dalle promesse di quell'uomo, lo hanno votato però resta in atto che le azioni di Governo e non solo dimostrano che il Premier ha già iniziato a pagare quelle cambiali. Ha iniziato a farlo dal giorno in cui ha affermato che il boss di Cosa Nostra Vittorio Mangano è stato un eroe. Giovanni Palmieri: In merito all'operato del Governo in questi primi due mesi qual'è il tuo giudizio ? Salvatore Borsellino: Per quanto rigurarda l'operato di questo Governo è quello che ci si doveva aspettare. Berlusconi non ha fatto altro che cominciare ad attuare, come nella precedente legislatura di centro-destra, quei provvedimenti che servono a salvaguardare solo i suoi interessi mascherandoli sotto un nome diverso come pacchetto-sicurezza, come stop alle intercettazioni. Questi, in effetti, sono provvedimenti che non servono a nient'altro se non a salvaguardare la sua persona. Giovanni Palmieri: Nell'attuale situazione in cui versa il Paese qual'è la via d'uscita? Quale la soluzione? Salvatore Borsellino: In questa situazione, nella mancanza completa di un'opposizione che non esiste soprattutto in Parlamento dal momento che l'unico risultato che Veltroni è riuscito ad ottenere è stato quello di eliminare la sinistra nella maniera in cui ha condotto la campagna elettorale, tocca noi reagire. A questo punto tocca ai cittadini resistere. Questo è quello che io e tanti altri come me siamo venuti a manifestare a Piazza Navona. Cominciare una resistenza: questa dev'essere la nostra parola d'ordine. Dobbiamo resistere, resistere, resistere. E' questo che dobbiamo fare. *Giovane studente romano sostenitore del sito 19luglio1992.com Tratto da: 19luglio1992.com |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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