| Revocato il 41 bis a Nino Madonia |
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di Giovanna Maggiani Chelli - 2 luglio 2008 Comunque la mafia sta raccogliendo i frutti per aver massacrato i nostri figli la notte del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili, noi invece assistiamo ogni giorno alla distruzione di vita dei nostri parenti rimasti invalidi e aspettiamo i comodi dello Stato per aver riconosciuti i nostri diritti. Siamo certi che il Tribunale di Sorveglianza di Torino come sempre ha applicato la legge , lo ha già fatto per Cosimo Lo Nigro il massacratore di via dei Georgofili, non siamo altrettanto certi che la giustizia dorma sonni tranquilli, perché mai come in questo momento si sono messe a dura prova le possibilità di resistenza delle vittime di mafia. Le Procure Generali non ricorrono contro simili vergognosi provvedimenti, e i mafiosi tornano in mezzo ai detenuti normali. In questo Paese qualcuno sul fronte della mafia tira troppo la corda, siamo stanchi e sfiduciati , siamo quelli della strage di Firenze del 1993 , quelli che l'intera classe politica ha lasciato massacrare sotto 300 chili di tritolo senza battere ciglio. Quelli ai quale la Magistratura ha detto: eccovi 15 mafiosi condannati all'ergastolo a "41 bis" accontentatevi, i mandanti esterni alla mafia non ci sono. Ci siamo sbagliati. Salvo poi farli uscire da "41 bis" e di fatto rendere nullo anche l'ergastolo Abbiamo perso bambini e ragazzi è l'ora di finirla di prenderci in giro. I nostri invalidi hanno malattie gravissime è l'ora di vergognarsi davanti a loro. Riteniamo tutto ciò stia avvenendo perché sui tavoli della spartizione ci sono oggi i beni confiscati alla mafia , quei beni che i mafiosi vogliono di nuovo per se dopo essere usciti dal carcere e non escludiamo che parte di quei beni vengano usati per gli affari della politica collusa con la mafia , ossia per costruire carriere politiche, oltre che per piantare pomodori, piuttosto che risarcire le vittime delle stragi. *Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili Articoli correlati: - Revocato 41 bis a Antonino Madonia |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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