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Rassegna Stampa
Raccolta firme sul caso Carlo Ruta | Raccolta firme sul caso Carlo Ruta |
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Sessanta storici italiani hanno firmato un documento che esprime solidarietà a Ruta e "preoccupazione" per gli effetti della sentenza sull'attività di ricerca. Il documento contesta l'inedita valutazione dei siti digitali con le norme della carta stampata. "La sentenza - si afferma inoltre - richiama alla memoria metodi censori propri di regimi politici non compatibili con una piena libertà democratica e potrebbe ripercuotersi contro chiunque svolga coraggiosamente funzioni di informazione civile in contesti ambientali sfavorevoli". L'appello, diffuso nell'ambito della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCO), è stato lanciato da alcuni noti ricercatori e storici: Carlo Spagnolo, Università Bari; Stefano Vitali, Archivio Stato Firenze; Simone Neri Serneri, Univ. Siena; Elena Sodini, Univ. Verona; Teresa Bertilotti, Univ. LUMSA, Roma; Serge Noiret, Istituto Univ. Europeo Fiesole e webmaster WWW-Virtual Library; Giovanni Focardi, Univ. Padova; Silvio Pons, Univ. Roma Tor Vergata; Tommaso Detti, Univ. Siena; Luigi Masella, Univ. Bari; Patrizia Vayola, Asti, webmaster di "Bibliolab. "La sentenza - spiega il primo firmatario, Carlo Spagnolo - ci preoccupa, ma non arriva del tutto inattesa. Purtroppo anche fra noi storici finora non tutti hanno percepito le implicazioni di queste cose con la libertà di ricerca, di documentazione e di espressione delle libere opinioni specialmente in una materie delicate quali i rapporti fra mafia, politica e affari di cui si occupava, fra l'altro, il sito oscurato". ANSA Articolo correlato: - Carlo Ruta condannato per "stampa clandestina" |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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