Dossier
Giovanni Falcone
Tendenze attuali del fenomeno mafioso e problemi conseguenti | Tendenze attuali del fenomeno mafioso e problemi conseguenti |
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Pagina 4 di 4 Tirando a questo punto le fila del mio discorso, vorrei ribadire che bisogna finalmente smetterla di parlare di "emergenza-mafia " e cercare di attrezzarci in modo serio per affrontare una situazione che, ancora per lunghi anni, impegnerà le strutture repressive statuali. Gli interventi di bonifica e di promozione sociale sono indubbiamente indispensabili e costituiscono, probabilmente, la chiave di volta per affrontare alla radice il fenomeno mafioso; e il funzionamento più efficiente della macchina statale, in tutte le sue articolazioni, costituirebbe il segno più tangibile della presenza delle istituzioni in vaste zone del Mezzogiorno d'Italia dove, finora, lo Stato ha brillato solo per la sua assenza. Ma questi interventi, senz'altro auspicabili, da un lato non sono in alcun modo ricollegabili con l'esercizio della funzione giurisdizionale e, dall'altro, non debbono costituire il comodo alibi per giustificare la sostanziale inazione dell'autorità giudiziaria nel perseguimento di crimini che, per numero e gravità, non hanno pari nella storia dello Stato unitario. Ci sono voluti lunghi decenni per renderci conto che non solo la mafia esiste, ma che ha terribili potenzialità criminali e costituisce grave fattore destabilizzante per le istituzioni democratiche; è sperabile che non ci voglia un periodo altrettanto lungo per attrezzarci in modo adeguato per poter vincere questa autentica sfida allo Stato democratico. Nel concreto, bisognerà porre ogni attenzione per poter circoscrivere ed isolare il fenomeno, tenendo sempre ben presente che comportamenti e attività illecite che in altre parti d'Italia sono espressione di comune devianza, in Sicilia, e, in genere, nel Mezzogiorno, acquistano ben diverso significato. Occorre, in altri termini, che i centri di poteri e di interessi - che finora, al di là di mere affermazioni verbali, hanno ritenuto possibile la convivenza con la mafia - si rendano conto che i tempi sono ormai maturi per ripudiare qualsiasi intesa con organizzazioni ormai anacronistiche per un Paese civile come il nostro. Solo così ridotto a puro fatto criminale, il fenomeno mafioso potrà essere affrontato e represso giudiziariamente senza quelle interferenze e quelle pressioni che purtroppo ben conosce chiunque si occupi di processi contro organizzazioni mafiose. In questa ottica, a mio avviso, gli uffici giudiziari nelle zone costituenti l'epicentro delle organizzazioni mafiose dovrebbero essere strutturati in modo da assicurare in modo stabile e continuo il flusso delle necessarie informazioni e notizie fra i vari magistrati incaricati delle istruttorie, tenendo ben presente che, nelle zone ad alta densità mafiosa, ogni inquirente deve essere professionalmente attrezzato per comprendere ed affrontare i molteplici problemi derivanti dalla presenza della mafia. E tali esigenze di razionalità organizzativa saranno esaltate dalla prossima riforma del codice di rito penale, come sicuramente sarà evidenziato dalle altre relazioni. Dovrebbe, infine, essere compiuto ogni sforzo per ottenere la costituzione di nuclei di polizia giudiziaria, altamente specializzati, centralizzati e strutturati, in grado di intervenire in ogni parte del territorio nazionale in stretto raccordo con l'autorità giudiziaria e di polizia giudiziaria locali. Organismi centralizzati e sgravati dalle esigenze della quotidianità avrebbero il duplice pregio di attuare una continua attività di intelligence informativa e di assicurare, in una visione finalmente globale ed unitaria del fenomeno mafioso, i necessari raccordi con le unità territoriali, individuate volta per volta sulla base delle esigenze contingenti. Solo così potrà essere assicurata una seria e razionale attività di polizia giudiziaria, in relazione alla gravità dei problemi.
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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