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Mandanti occulti
Lo strano caso di Mister B. | Lo strano caso di Mister B. |
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di Marco Travaglio - 27 giugno 2008 Ora, a parte che non spetta ai giudici ridurre i conflitti con appropriate riforme, qui c'è il solito equivoco creato ad arte ogni qual volta - accade da 15 anni - Silvio Berlusconi non vuol farsi processare: l'equivoco del "conflitto fra politica e magistratura". Non c'è alcun conflitto. C'è un processo per un reato gravissimo: corruzione giudiziaria di un testimone, l'avvocato David Mills, che nel 2004 confessò al suo commercialista di aver ricevuto 600 mila dollari da 'Mr. B.' in cambio di due false testimonianze che lo tennero "fuori da un mare di guai". Certo un'eventuale condanna sarebbe seccante per Mr. B., anche perché fa il capo del governo. Ma doveva pensarci prima di diventarlo. Quando fu rinviato a giudizio, il 30 ottobre 2006, sedeva nei banchi della minoranza. Infatti accusò i giudici di "voler colpire il capo dell'opposizione". Poi cadde Prodi e l'on. avv. Ghedini chiese di rinviare il processo a dopo il voto perché "non sia utilizzato strumentalmente in campagna elettorale". La presidente Nicoletta Gandus, nota bolscevica, lo accordò. Ora le dicono che non può sentenziare nemmeno adesso, perché nel frattempo l'imputato è tornato premier "votato da 17 milioni di italiani" (Sergio Romano, 'Corriere della Sera'). Resta da capire quando si possa processare Mr. B. e quante leggi si debbano ancora sfigurare per garantirgli l'impunità. Lo stuolo di badanti che l'assiste in Parlamento, nelle tv e nei giornali (anche un 'Financial Times' insolitamente male informato) e lavora al lodo Schifani-2 ripete che anche "negli altri paesi" i premier sarebbero invulnerabili. Balle. Come spiegò nel 2003 l'ex presidente della Consulta Leopoldo Elia, " in nessun paese d'Europa esiste nulla di simile al lodo Schifani. La sospensione dei processi per fatti estranei all'esercizio della carica vale solo per tre capi di Stato: Grecia, Portogallo e Israele. Il premier non ha alcuna protezione da nessuna parte". Il presidente israeliano Moshe Katsav s'è dimesso un anno fa perché accusato di molestie sessuali (ovviamente slegate dalla sua carica). E il premier Ehud Olmert, coinvolto in certi fondi illeciti, presto lo seguirà. Bill Clinton, l'uomo più potente del pianeta, subì tre processi senza fiatare. In Francia una prassi costituzionale ha consentito a Jacques Chirac di rinviare a fine mandato il processo per fondi illeciti al partito: ma era capo dello Stato. Per il resto, in tutto il mondo libero il premier e le altre cariche sono regolarmente processabili durante il mandato. Ma non accade quasi mai, perché chi è imputato non viene candidato; e chi viene imputato una volta eletto, si dimette. All'estero ci pensano prima, noi dopo. Prima il peccato, poi l'indulgenza plenaria. Vero, monsignore? Rubrica Signorno -ESPRESSO online |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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