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Forleo assolta per caso Unipol-Bnl PDF Stampa E-mail

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di Dora Quaranta – 28 giugno 2008
Roma.
Il gip di Milano Clementina Forleo è stata assolta ieri dalla sezione disciplinare del Csm dopo due ore di camera di consiglio. 

La Forleo era accusata di aver violato i suoi doveri a causa dei contenuti di un’ordinanza risalente al luglio 2007 nell’ambito dell’inchiesta Unipol-Bnl. Con quel provvedimento il gip milanese chiese alle Camere l’autorizzazione all’uso di 68 telefonate intercettate, che coinvolgevano sei parlamentari: Massimo D’Alema, Piero Fassino, Nicola Latorre, Luigi Grillo, Romano Comincioli e Salvatore Cicu. Federico Sorrentino, rappresentate della Procura generale della Cassazione, aveva chiesto al Csm la condanna della Forleo alla censura ed al trasferimento d’ufficio perché colpevole di aver espresso <<un abnorme e non richiesto giudizio anticipato>> nei confronti di alcuni parlamentari. Nell’ordinanza del 2007 la Forleo aveva definito D’Alema e il senatore La Torre <<consapevoli complici di un disegno criminoso>> e <<pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali in totale spregio dello stato di diritto>> formulando l’ipotesi per loro di un concorso nel reato di aggiotaggio.
Dopo il verdetto di assoluzione del Csm la Forleo ha dichiarato di aver sempre avuto fiducia nella giustizia, <<certo se si ha l’onestà – ha aggiunto – e la dignità per andare avanti senza cedere dinanzi a nulla, la verità viene sempre fuori>>. Ha poi rivolto un pensiero al collega De Magistris: <<E siccome il tempo è galantuomo, spero che anche il pm Luigi De Magistris abbia giustizia>>. Riguardo all’ordinanza incriminata il gip milanese ha sottolineato che <<conteneva commenti proporzionati alla importanza della vicenda>> e che quelle telefonate erano <<tutt’altro che penalmente irrilevanti, così come i ruoli di D’Alema e La Torre, che all’epoca parlarono di spazzatura e di suk arabo senza che nessuno intervenisse in mia tutela>>. Contro il giudice Forleo sono ancora pendenti una procedura per incompatibilità ambientale e un’azione disciplinare riguardante i contrasti con la Procura di Milano nell’ambito del processo a Farida Bentiwaa.
 
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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