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Immunità e Stato di diritto PDF Stampa E-mail

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di Carmelo R. Viola
Le farse dei poveri mortali si ripetono sotto le risate scroscianti degli déi dell'Olimpo. Una di tali farse riguarda l'immunità di non importa quali livelli parlamentari e istituzionali: si può solo dire che più alta è la responsabilità più macroscopica è la farsa.



L'immunità semplicemente non dovrebbe esistere laddove si parla di Stato di diritto perché significa che il potere - e in special modo quello che è preposto alla fattura ed all'accredito delle leggi - dovrebbe essere non al di sopra delle leggi, ma soggetta ad esse al pari di qualsiasi cittadino per non dire in misura più rigorosa in ragione della propria carica.

La farsa sull'immunità più che una buffonata è un autentico abuso di potere che nessuna legge può legittimare. Lo sanno i nostri soloni che legale non è sinonimo di legittimo?

L'Italia ha la immeritata nomea di "patria del diritto" (dove del diritto essenziale non si capisce un'acca) perché la letteratura affonda le radici nostrane nella mania dei romani di creare normative scritte per ogni cosa -- perfino per la schiavitù -- senza che tale rigorosità possa rappresentare sinonimo di giustezza.

Ad un povero cristo, che aspira ad un lavoro di "collaboratore ecologico" (alias spazzino) si chiedono, tra l'altro, il certificato di buona condotta e dei carichi pendenti. Non si chiede la stessa cosa a chi aspira (magari senza averne alcun titolo culturale) alla funzione delicatissima di legislatore! E a questo punto la farsa diventa tragedia! Non ci sono ragioni che tengano se non la "maestà del potere" che "ha ragione solo perché è il potere", il che significa che anche dietro la facciata di una democrazia ci può essere una dittatura autentica come quella che si sta consolidando in Italia, complice involontaria una sinistra senza midollo spinale e volontaria quel "quarto potere" (la stampa), che una volta faceva paura ma che oggi è pagato dallo stesso potere per suonare le campane del consenso.

Il fatto che la maggior parte dei paesi europei godano dell'immunità delle alte cariche dello Stato ovvero di chi dovrebbe esserne totalmente indenne per funzione, è un argomento più puerile che ridicolo, come se la cattiva condotta degli altri -- o di una maggioranza -- possa essere giustificazione della nostra.

Più che patria del diritto il nostro povero paese, privo di una vera identità etnica, è la patria della sudditanza servile -- che più servile non si può !- Non so quante volte: nei riguardi dei padroni di casa, emeriti uomini di affari e di successo, talora insigniti perfino del titolo di cavaliere (del lavoro altrui!). Delle banche, nazionali e internazionali, che ci dicono come ci dobbiamo indebitare e come tassare (tosare) i cittadini consumatori. Nei riguardi della casta clericale/papale (a tal proposito si consiglia di informarsi circa la storia criminale della Chiesa)! Nei riguardi degli USA, un terzo mondo sui generis, nato da genocidi e rapine, spacciato per la più grande democrazia del mondo, che si distingue per essere una fogna a cielo aperto oscurata da innumeri grattacieli e da una casta di supertecnologi militari , impegnati a colonizzare il resto del mondo, anche a costo di provocare stragi di concittadini sotto le Due Torri, mentre il proprio interno conta il più alto tasso di crimininalità e di reclusi e i liberi il più alto tasso di muniti di armi e di turbe mentali.

Dire che io ho vergogna di essere italiano lascia indifferenti i responsabili del crescente squallore, i quali di questo vivono incuranti dei propri stessi eredi immediati, affetti della più grottesca patologia dell'uomo civile: la mania del possesso e del potere senza limiti e quindi, ove possibile, dell'immunità. Né vale ricusarli come una volta ebbi a fare con una dettagliata dichiarazione pubblicata: si tratta di facce di bronzo a prova di fuoco!


Tratto da: (Immunità e Stato di diritto – 27.06.08 – 2465)

http://biologiasociale.altervista.org/
 
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