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Antimafia Duemila

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L'appropriazione indebita dei meriti PDF Stampa E-mail
Indice articolo
L'appropriazione indebita dei meriti
Il cancro che consuma la magistratura dall'interno
Alcuni casi clamorosi
Relazioni pericolose

Alcuni casi clamorosi

Perché le mie non sembrino accuse gratuite, citerò alcuni clamorosi casi recenti.

Il TAR Lazio, con la sentenza n. 3526 del 2008, ha annullato la delibera con la quale sono stati coperti 23 posti al Massimario della Corte di Cassazione (ufficio assai importante per molte ragioni), denunciando come essa fosse affetta da eccesso di potere, sviamento di potere, travisamento dei fatti, illogicità della motivazione.

In un intervento che si può leggere anche su internet, il Presidente della commissione del C.S.M., Mario Fresa, ha scritto fra l’altro: «Il monito proveniente dal Capo dello Stato, seguito con convinzione dall’ex Vicepresidente del CSM Rognoni e poi dal neo eletto Vicepresidente Mancino, secondo cui ancora oggi esiste un forte potere delle correnti dell’ANM che condiziona e rallenta le scelte consiliari per piegarle agli interessi localistici e dei gruppi organizzati, va pertanto condiviso in quanto espressione di un disagio dell’opinione pubblica e dello stesso corpus della magistratura». E proprio con riferimento al concorso per il Massimario, ha aggiunto: «Invero, quando ho iniziato a leggere gli atti del procedimento, ho verificato che i fascicoli di più della metà degli aspiranti non erano ancora stati esaminati (…). Poiché le voci che giungevano negli uffici giudiziari riguardavano scontri su possibili nomi, è parso evidente che le divisioni riguardavano schieramenti precostituiti, a prescindere dall’esame dei profili professionali in forza dei quali quelle scelte dovevano essere effettuate. Il metodo operativo che veniva seguito (che non rappresentava una novità, attesa la mia pregressa conoscenza degli “interna corporis”) era quello della spartizione correntizia».

Nel luglio 2007 sono stati coperti nove posti alla Procura Generale della Cassazione e ben sei dei nove erano consiglieri uscenti del C.S.M. (divisi per correnti), la cui vittoria nel concorso è stata ottenuta con un metodo talmente increscioso che uno dei designati – il consigliere Francesco Menditto di MD – ha ritenuto deontologicamente doveroso non accettare quella nomina.

Altro caso particolarmente scandaloso, la designazione – in palese violazione di una legge che lo vietava espressamente – di un consigliere uscente del C.S.M. a Presidente di Sezione della Corte di Appello di Genova.

Il TAR ha annullato anche questa delibera, sottolineando l’evidente violazione di legge. Il C.S.M., sorprendentemente, pur di “non darla vinta” al magistrato danneggiato dalla delibera illegittima, non ha ottemperato alla decisione del TAR impugnandola dinanzi al Consiglio di Stato, che, ovviamente, ha respinto il ricorso con ulteriore perdita di prestigio e credibilità dell’organo di autogoverno, più incline (almeno in questo caso) a difendere interessi correntizi invece che la legge.

Nei giorni scorsi tre componenti uscenti del Comitato scientifico per la formazione dei magistrati sono stati rimpiazzati al termine del loro mandato. Erano uno di MD, uno di MI e uno di Unicost. I loro rimpiazzi sono, guarda caso, uno di MD, uno di MI e uno di Unicost.

Dunque, per quanto appaia paradossale, anche il “Comitato scientifico” è lottizzato.

In un contesto come questo, non stupisce che una delle telefonate intercettate riportate nella richiesta di archiviazione della Procura di Salerno sia quella fra uno dei magistrati inquisiti da De Magistris e un consigliere del C.S.M. al quale ella dà indicazioni e pone condizioni.

Il magistrato in questione – la dr Felicia Genovese – è stata poi, comunque, trasferita dalla Sezione Disciplinare del C.S.M..

Poiché è stata trasferita al Tribunale di Roma, sede ambitissima, alla quale moltissimi magistrati chiedono infruttuosamente di potere andare, un collega giorni fa, su una mailing list di magistrati, osservava sarcasticamente come la via più breve per un posto ambito possa essere anche farcisi trasferire punitivamente dal C.S.M..


 
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    Gioco criminale

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