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Arrestato un faccendiere di Messina Denaro PDF Stampa E-mail

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di Dora Quaranta - 27 giugno 2008
Trapani.
Con l’accusa di associazione mafiosa, corruzione aggravata e turbativa d’asta pubblica è finito in manette l’imprenditore edile trapanese Salvatore Di Girolamo, 49 anni, rintracciato sull’isola di Favignana.




La Squadra Mobile di Trapani avrebbe appurato il ruolo di Di Girolamo come faccendiere del boss latitante Matteo Messina Denaro. L’imprenditore secondo l’accusa si aggiudicava le gare d’appalto grazie all’aiuto delle cosche trapanesi, in cambio versava alla mafia il 10% del valore dei lavori delle gare aggiudicate. Gli investigatori si sono avvalsi delle intercettazioni, della collaborazione del pentito Mariano Concetto, delle dichiarazioni di Vincenzo Laudicina, ex consigliere comunale e infine delle informazioni ricevute dall’imprenditore Antonino Birrittella. A richiedere l’arresto di Di Girolamo sono stati il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e il sostituto Roberto Piscitello nell’ambito degli sviluppi dell’inchiesta “Progetto Peronospora”. La Procura contesta in particolare all’imprenditore arrestato il concorso in una turbativa d’appalto risalente al 13 settembre 2001. In quell’occasione Di Girolamo avrebbe versato una tangente di 50 milioni di lire per aggiudicarsi la gara per i lavori del nuovo cimitero di Marsala. Inoltre egli ha già ricevuto una condanna dal gup di Palermo il 30 novembre 2002 a due anni di reclusione con il patteggiamento della pena a conclusione di un procedimento sulla gestione dei rifiuti solidi urbani. La Squadra Mobile di Trapani sta indagando anche su altri operatori economici trapanesi.
 
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  • La Rivista
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    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
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    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
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    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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