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Rassegna Stampa
Mafia:imprenditore ''finanziava'' boss | Mafia:imprenditore ''finanziava'' boss |
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Il provvedimento cautelare è stato firmato dal gip del tribunale di Palermo su richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto della Direzione distrettuale antimafia, Roberto Piscitello. L'indagine della Squadra mobile di Trapani ha portato alla luce la 'connessione' fra Cosa nostra e imprenditoria a Trapani e il modo con il quale Di Girolamo avrebbe finanziato i boss. Dalla ricostruzione degli investigatori emerge che Di Girolamo si era accreditato come imprenditore del tutto affidabile per le famiglie mafiose della provincia di Trapani rette dal boss latitante Matteo Messina Denaro, garantendo alle cosche, in cambio dell'appoggio di Cosa nostra, un pagamento in termini percentuali del 10% del valore dei lavori delle gare aggiudicate, corrompendo pubblici funzionari, al punto che l'indagato, secondo gli investigatori, era solito portare al seguito una valigetta 24 ore in cui custodiva le mazzette di denaro che dovevano essere utilizzate per le tangenti. Quelle pagate da Di Girolamo alla mafia sono somme ben più alte di quelle imposte a titolo estorsivo agli altri imprenditori (2% o 3%), ottenendo l'illecita aggiudicazione di lavori pubblici, controllando occultamente i sub appalti, con ciò alterando non solo la libera concorrenza, ma anche il sistema di regole a salvaguardia dei controlli nei cantieri e, quindi, dei lavoratori. ANSA |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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