| "Hiram": incontri tra mafiosi e massoni |
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Lo seguirono fino al club “Mediterraneo 2010” sito in un baglio di contrada Santa Maria Serroni a Mazara del Vallo. Lo avrebbero visto entrare con l’imprenditore di Mazara Michele Accomando e l’ex assessore di Canicattì Calogero Licata. I carabinieri avrebbero preso nota delle targhe di 14 vetture, alcune delle quali intestate alla “Edil Sices”, “Finemiro finance”, “Gruppo Lavori”. I pm titolari dell’inchiesta “Hiram”, Asaro, Guido e Padova, scrivono nell’atto d’accusa che nel corso della riunione sono stati affrontati argomenti di stretto interesse dell’associazione mafiosa, in particolare gli accorgimenti da adottare per agevolare la posizione processuale di alcuni membri coinvolti in processi penali. I pm aggiungono anche: <<era dunque una dimostrazione di come il contatto tra le due "realtà", quella mafiosa e quella massonica, impersonato da figure che, come Accomando, appartenevano ad entrambi e da altri massoni comunque aderenti alle esigenze di Cosa Nostra, fosse assolutamente strumentale al perseguimento di finalità illecite, volte a mantenere intatta la vitalità del sodalizio>>. In un altro pedinamento dei carabinieri risalente al 19 luglio Grancini, Licata e Nicolò Sorrentino sarebbero stati visti entrare nel bar Di Rienzo a Roma. Licata e Sorrentino dopo un saluto si allontanarono. Grancini si fermò ad un tavolo dove erano seduti Marcello Dell’Utri e il deputato Nicola Formichella insieme ad altre persone. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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