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Maggiore protezione al Pm Manzini | Maggiore protezione al Pm Manzini |
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"Da quando la delega della Dda di Catanzaro - ha detto Napoli - per il Vibonese è stata affidata a Marisa Manzini, la stessa ha avviato importanti indagini e processi giudiziari che hanno assestato duri colpi alla criminalità organizzata di quella provincia". A tal proposito, la parlamentare cita una serie di processi scaturiti anche dalle indagini del magistrato, come le operazioni Dinasty, Rima, Odissea, Domino, New Sunrise e Uova del Drago. "Nel giugno 2007 - aggiunge Napoli - a Marisa Manzini è stato potenziato il grado di protezione, proprio in considerazione del pericolo incombente sulla sua persona. A maggio di quest'anno i carabinieri di Vibo Valentia hanno segnalato di aver avuto notizie circa l'intenzione di programmare un attentato nei confronti della dottoressa Manzini, notiziata, altresì, di conversazioni astiose nei suoi confronti intervenute tra appartenenti alle principali cosche 'ndranghetiste del vibonese. Il 3 giugno scorso, infine, gli uomini della sua scorta hanno ricevuto disposizioni di elevare il grado di attenzione per i pericoli incombenti''. "Il 17 giugno scorso - ha detto ancora Napoli - il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica di Catanzaro, su proposta del Procuratore generale, ha invece ridotto il livello di protezione. Tale decisione è davvero preoccupante, non solo per i pericoli già a conoscenza del magistrato in questione, ma anche perché solo pochi giorni fa, il territorio vibonese ha assistito a scarcerazioni facili, per via del patteggiamento nei processi di Appello, di grossi boss della 'ndrangheta''. "La riduzione - conclude Napoli - del livello di protezione a Marisa Manzini ha già creato vivo allarme nei vari testimoni di giustizia che stanno testimoniando contro gli uomini delle cosche vibonesi, implicati nei vari processi dove il magistrato svolge le funzioni di pubblico ministero. In virtù di questo, chiedo quali urgenti iniziative si intendano assumere al fine di garantire la dovuta protezione al magistrato e per evitare che venga sminuita l'attuale necessaria attività di contrasto alla criminalità organizzata vibonese". ANSA |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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