| "Hiram": gli incontri nelle stanze segrete |
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di Dora
Quaranta 23 giugno 2008
Il gesuita Romanin, autore secondo la magistratura
di alcune lettere scritte per raccomandare boss mafiosi come il figlio del
capomafia di Trapani Mariano Agate, intervistato dal Corriere della Sera, si difende dalle accuse parlando di una
<<grave leggerezza>>: <<E’ accaduto perché me l’ha chiesto
una persona che conoscevo da anni, Rodolfo Grancini il quale mi disse che
questo Agate e un altro ragazzo erano finiti in prigione per dei misfatti che
normalmente non commettevano e che meritavano un po’ d’aiuto. Lui mi ha dettato
le lettere e io le ho firmate. Ho sbagliato, non avrei dovuto, ma il mio
atteggiamento è quello di essere sempre disponibile verso chiunque si presenta
e chiede aiuto. Ho commesso una grave leggerezza, ma pensavo che quello che
Grancini mi suggeriva fosse vero. Lui comunque non ha mai parlato né di mafia
né di capomafia>>. In merito alla storia degli incontri segreti in
sacrestia il gesuita dice di non sapere niente: <<Lui mi annunciava che
c’era un onorevole o un altro, anche se i nomi non li ricordo. Mi parlava
dell’amico Dell’Utri, di Berlusconi, ma io qui non li ho mai visti. E non
assistevo agli incontri. Io li facevo entrare come faccio entrare gli inquilini
dei palazzi vicini per le riunioni di condominio, Grancini diceva che gli
incontri erano per il progetto di costituire una libera università. Poi si
voleva accreditare come rappresentante della chiesa verso l’esterno, i miei
superiori mi dissero di interrompere i contatti e io lo feci. Se avessi seguito
quella disposizione quando s’è ripresentato nel 2006, con la richiesta delle
lettere per quei ragazzi, sarebbe stato meglio>>. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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