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La Catena di San Libero n. 367 PDF Stampa E-mail
Indice articolo
La Catena di San Libero n. 367
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Clima

"Dialogo". "Gioia per il nuovo clima". "Pacificazione nazionale". "Italia di Vittorio Veneto". "Finalmente clima più costruttivo". "Uomo della Provvidenza". Di queste frasi alcune sono state pronunciate, da re presidenti e papi, nel 1928. Altre nel 2008.

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La rinnegata

La leghista di Lampedusa, Angela Maraventano, alla notizia dei disgraziati annegati o in qualche modo giunti alla fine all'isola semivivi (e quante donne come lei, fra costoro), non ha avuto neanche un attimo di pietà. Si è invece travestita secondo lei da emigrante, parata all'araba con chador in testa, e se n'è andata oscenamente in giro così per il porticciolo: "Finisce che diventiamo tutti libici", "Se non stiamo attenti diventiamo tutti così". Un altro punto per la sua carriera di aspirante padana (ha già una poltrona al Senato grazie a Bossi).

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Bavaglio

E' stato pubblicato il report annuale (University of Washington) sulla libertà di web nel mondo. Dal 2003 ad oggi sono stati arrestati in totale 64 blogger, di cui la metà nell'ultimo anno. I paesi più colpiti sono Cina, Egitto e Iran (un terzo del totale) e poi Usa, Grecia e Gran Bretagna.

In Italia l'episodio più grave è quello della persecuzione contro Carlo Ruta, uno storico e giornalista di Ragusa un cui sito era stato chiuso già nel 2004 (su sollecitazione della banca su cui aveva fatto inchieste). Proprio in questi giorni Ruta è stato condannato per "stampa clandestina" per un altro sito giornalistico cui aveva dato vita. Del provvedimento è responsabile il giudice del Tribunale di Modica Patricia Di Marco, su denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera. Quest'ultimo era stato a sua volta oggetto di inchiesta per connessioni relative al sistema di potere locale.

Di questi gravissimi episodi, e in generale della credibilità e imparzialità dell'amministrazione della Giustizia in quella zona, avrebbe più d'un motivo di occuparsi il Consiglio Superiore della Magistratura.

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Sgarbi quotidiani

Chi se li ricorda gli "Sgarbi quotidiani", le invettive piene di rabbia e di veleno lanciate contro i magistrati negli anni '90 dagli schermi Mediaset per dalla voce del più discusso esperto di arte Italiano? Oggi quella violenza verbale è tornata indietro a Vittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi grazie a un gruppo di studenti che il 27 maggio lo ha contestato a viso aperto e a telecamere accese a Bologna durante un incontro in cui avrebbe dovuto parlare di arte. Lo scontro esplode per una semplice domanda: dopo la sentenza definitiva che ha condannato Sgarbi a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, non sarebbe meglio che si facesse da parte nella vita politica del Paese occupandosi di altro?

La reazione tragicomica a questa domanda, è stata consegnata all'occhio pubblico globale di Youtube: Sgarbi ricorda che anche Socrate e Gesù sono stati condannati (dimenticando che il reato non era la truffa) e insiste con le accuse al giudice Caselli che gli sono già valse una condanna in Cassazione per diffamazione aggravata. Poi riscrive la storia e tira in ballo Andreotti ("assolto perché innocente"), Enzo Biagi ("non è mai stato cacciato dalla RAI") e Montanelli ("un fascista che adorava Mussolini").
Nelle ultime sequenze del video le risate cedono il passo all'inquietudine quando compare un gruppo di poliziotti, la tensione si alza e Sgarbi diventa più aggressivo urlando "ladri" ai ragazzi che lo hanno ripreso "rubando la sua immagine". La contestazione a Sgarbi si è ripetuta anche il 31 maggio, in un successivo dibattito a Cesena. I ragazzi coinvolti sono sempre gli stessi, e fanno capo al sito "Qui Bologna Libera", gemellato per l'occasione con gli amici di Beppe Grillo di Cesena.

A questo punto è ufficiale: nel nostro paese è scoppiata una guerra civile mediatica, dove i cittadini muniti di telecamerine e internet hanno imparato a reagire al bombardamento mediatico delle televisioni del premier prendendo di mira politici pregiudicati. Se tutto questo si tradurrà in più scontri (anche fisici) o più democrazia, dipenderà dalle reazione dei potenti di turno a questi piccoli ma importanti "sgarbi quotidiani" dei mediattivisti. [carlo gubitosa]
Info: www.quibolognalibera.net

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(I guardaspalle di Bossi hanno trattato abbastanza male Sonia Alfano e altri grillini che erano andati a contestarlo civilmente a Salemi, dove si presentava al comune al seguito di notabili locali. Salemi, feudo del boss Matteo Messina Denaro, è uno dei luoghi della Sicilia dove il giudice Caselli è più odiato. Sgarbi, pregiudicato per vari reati e fra l'altro proprio per aver diffamato Caselli, non ha perso l'occasione per insultare ancora i giudici antimafiosi)

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"E mo' che faccio?"

"Comando Generale Arma Carabinieri - Roma
Maresciallo Carotenuto Antonio - Stazione CC - Sagliena
In seguito a indagini riservate, è giunta notizia a questo Comando di una relazione non regolare fra la SS.VV e tale Merlini Marisa, di professione levatrice comunale. Tale relazione, estranea al vincolo matrimoniale e aggravata dallo stato civile della detta Merlini, risultante a detto Comando coniugata ancorché separata dal legittimo consorte, getta grave discredito sull'Arma, crea scandalo fra la laboriosa popolazione ivi residente e fòmita gravi disordini fra gli uomini da Lei dipendenti, uno dei quali, carabiniere Stelluti Pietro, avrebbe già posto in essere una tresca con un'avvenente giovane del luogo, tale De Ritis Maria detta "La Bersagliera".
Ai sensi del Regolamento dell'Arma, nonché della sentenza della Suprema Corte di Cassazione in data 13-06-08 appresso allegata, la SS.VV. è formalmente invitata a porre immediatamente termine a detta relazione, a pena di provvedimenti disciplinari come ulteriormente specificato.
Firmato, ecc."

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Mr Burns/ 1

Anche a Fukushima, nella centrale della Tokyo Electric Power Co., la situazione è sotto controllo. In realtà non è successo nulla di grave. "I giornalisti hanno grandemente esagerato". "La fuga dei 15 litri dal reattore numero due è una cosa da nulla". "Il livello di radioattività dell'acqua non desta alcuna preoccupazione". "Non c'è alcun allarme per la popolazione".

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Mr Burns/ 2

"Anche in Italia, a partire dal referendum sul nucleare per arrivare a quello sulla fecondazione assistita, il risultato delle consultazioni popolari su scelte particolarmente complesse non si è sempre dimostrato di grande lungimiranza. Uno dice: questa è la democrazia, adeguiamoci. Va bene. Ma che democrazia è quella in cui la gente si pronuncia su temi che non conosce facendo scelte di cui non può prevedere gli effetti" (da Repubblica).

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Militari

Pattuglieranno Verona, su richiesta dell'ambasciata rumena. L'ultima (per ora) è quella del povero lavoratore Adrian Joan Kosmin di Bucarest, assunto (in nero) come camionista dai titolari di un autotrasporto locale, tali Tancredi Volpe e Cristina Nervo. "Eh, ma il tuo è un lavoro pericoloso. Non è meglio che ti assicuri?". Così l'hanno fatto assicurare sulla vita per un milione, scrivendo: "Beneficiario: il titolare della ditta". Poi i due padani l'hanno fatto fuori.


 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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