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Interrogazione (e perplessita') su Franco Cassata PDF Stampa E-mail
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Interrogazione (e perplessita') su Franco Cassata
Pagina 2

franco-cassata-web.jpg

di Fabio Repici - 20 giugno 2008
Di decisioni scellerate del Consiglio superiore della magistratura sono piene le cronache degli ultimi due decenni, se non di più.



Anche in questi ultimi tempi il Csm si è fatto molto notare per lo spirito di rappresaglia con cui ha colpito (o è in procinto di colpire) due magistrati, De Magistris e Forleo, responsabili di aver scoperchiato (o tentato di farlo) santuari inespugnabili del potere.
Alcune volte, però, certe incredibili sortite del Csm passano sotto una coltre di silenzio molto simile ad un muro di gomma, cosicché è impossibile per la cittadinanza averne contezza ed esercitare il fisiologico ed immanente controllo democratico che l’opinione pubblica ben informata dovrebbe svolgere quotidianamente sull’operato degli apparati istituzionali.

Un caso secondo me eclatante è rappresentato dalla proposta di nomina per la guida della Procura generale presso la Corte di appello di Messina. A tal riguardo, la quinta commissione del Csm, all’unanimità dei propri componenti, qualche settimana fa ha proposto il dr. Antonio Franco Cassata, che attualmente (e da due decenni) è sostituto presso quella stessa Procura generale.
Sulla proposta del dr. Cassata è intervenuto meritoriamente con un’ interrogazione parlamentare il senatore Giuseppe Lumia, uno dei pochi politici che fanno del concreto impegno antimafioso la stella polare della propria azione.
Dall’atto parlamentare di Lumia si ricava un (sia pur sintetico) realistico quadro della personalità e delle attitudini professionali del magistrato proposto quale futuro Procuratore generale di Messina. Forse sono fazioso, però io penso che, se a Luigi De Magistris o a Clementina Forleo fossero stati mossi addebiti analoghi, non sarebbero mancate per loro financo le richieste di destituzione dall’ordine giudiziario.
Per il dr. Cassata, invece, quello riportato di seguito viene ritenuto un curriculum meritevole di porlo al vertice della magistratura requirente del distretto di Messina.
Lascio la lettura dell’interrogazione parlamentare del sen. Lumia a te ed a tutti coloro che possano avere voglia di sapere come funzionino le cose giudiziarie a certe latitudini. Il plenum del Csm non ha ancora deciso. Io credo che si dovrebbe fare qualcosa perché i suoi componenti riflettano adeguatamente prima di prendere decisioni che non saprei definire in altro modo se non imbarazzanti.

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Atto n. 4-00105

Pubblicato il 4 giugno 2008
Seduta n. 13


LUMIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia.
 
Premesso che, per quanto consta all’interrogante: il giorno 21 maggio 2008 il quotidiano messinese “Gazzetta del Sud” ha dato notizia che il giorno prima la competente commissione del Consiglio superiore della Magistratura, con voto unanime, aveva proposto il dr. Antonio Franco Cassata per ricoprire l’incarico, che sarà lasciato scoperto a breve per il pensionamento del dottor Ennio D’ Amico, di Procuratore generale presso la Corte di appello di Messina; su tale nomina il Ministro della giustizia è ora chiamato ad esprimere
il proprio concerto; il dottor Antonio Franco Cassata è ininterrottamente in servizio alla Procura generale di Messina, con funzioni di sostituto, dal 1989, ma non è solo la permanenza pressoché vitalizia, con l’assunzione della guida dell’ufficio, di quel magistrato alla Procura generale di Messina, di guisa che ne apparirebbe quasi “proprietario”, a suscitare insopprimibili perplessità sulla proposta avanzata; del dottor Antonio Franco Cassata il Consiglio superiore della magistratura ebbe ad occuparsi in un procedimento avviato a carico di quel magistrato ai sensi dell’articolo 2 del regio decreto-legge 31 maggio 1946, n. 511, definito dal plenum del Consiglio, con voto a maggioranza, con l’archiviazione su conforme proposta della Prima commissione; nell’ambito di tale procedimento, tuttavia, erano emerse sul conto del dottor Antonio Franco Cassata circostanze che, pur ritenute allora inidonee al trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale, non possono che destare apprensione; il boss incontrastato della mafia barcellonese Giuseppe Gullotti, al momento in cui si rese responsabile, quale mandante (come riconosciuto con sentenza passata in giudicato), dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano, avvenuto a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) l’8 gennaio 1993, era socio e frequentatore del circolo culturale “Corda fratres”, del quale il dottor Cassata, già presidente, era per sua stessa ammissione il principale animatore; dello stesso circolo “Corda fratres”, insieme a numerosi esponenti della massoneria barcellonese, era socio il noto Rosario Cattafi, già indagato dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta nell’indagine sui mandanti occulti delle stragi di Capaci e via D’Amelio e, soprattutto, destinatario nel 2000 della misura di prevenzione antimafia della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, irrogatagli dal Tribunale di Messina, con provvedimento definitivo, per i suoi accertati legami con boss del calibro di Benedetto Santapaola, Pietro Rampulla, Angelo Epaminonda, Giuseppe Gullotti ed altri ancora;durante la latitanza di Giuseppe Gullotti, sottrattosi ad una misura cautelare emessa nel procedimento relativo all’omicidio Alfano, il dottor Cassata nel settembre 1994 era stato avvistato da due carabinieri mentre conversava in strada con Venera Rugolo, figlia del vecchio boss barcellonese Francesco Rugolo e soprattutto moglie di Giuseppe Gullotti. Nei giorni successivi il dottor Cassata, presso il proprio ufficio, aveva esercitato pressioni nei confronti di uno dei due carabinieri che avevano redatto al riguardo apposita relazione di servizio, perché la relazione di servizio venisse soppressa, lamentandosi del comportamento dei militari. Innanzi al Consiglio superiore della magistratura il dottor Cassata ammise l’incontro con la moglie di Gullotti, adducendone l’occasionalità e giustificando di essersi fermato con la donna per fare una carezza al neonato, figlio del boss Gullotti e della signora, che si trovava nella carrozzina. Sennonché, dall’audizione dei due militari che avevano redatto la relazione di servizio, sentiti sia dal Consiglio superiore della magistratura sia dall’autorità giudiziaria, era emerso che il dottor Cassata e la moglie di Gullotti colloquiavano da soli e che non era presente alcuna carrozzina né, tanto meno, alcun infante; nel 1974 il dottor Cassata era stato protagonista di un viaggio in auto a Milano in compagnia del boss Giuseppe Chiofalo. Tale circostanza, allora segnalata al Consiglio superiore della magistratura da un esposto del senatore barcellonese Carmelo Santalco, è stata confermata dallo stesso Chiofalo nel corso della deposizione da lui resa il 20 febbraio 2004 innanzi al Tribunale di Catania, prima sezione penale, nel processo a carico, fra gli altri, di alcuni magistrati messinesi (i dottori Giovanni Lembo e Marcello Mondello) e del boss messinese Luigi Sparacio; il dottor Antonio Franco Cassata gestisce a Barcellona Pozzo di Gotto un museo etno-antropologico che riceve considerevoli finanziamenti dalla Regione Siciliana e da enti locali, quali il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto e la Provincia regionale di Messina, che operano nel territorio del proprio ufficio giudiziario; il dottor Cassata nel 1998 aveva esercitato pressioni nei confronti di un magistrato allora in servizio al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, il dottor Daniele Cappuccio, affinché questi rinviasse la trattazione dell’udienza preliminare di un processo a carico, fra gli altri, del consigliere comunale Giuseppe Cannata, al fine di consentire l’elezione dello stesso Cannata a vicepresidente del Consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto prima dell’eventuale rinvio a giudizio dello stesso per gravi reati; il dottor Cassata nel 1997 intervenne anche, come risultò dall’ intercettazione di una conversazione che coinvolgeva personalmente il magistrato, in una vicenda giudiziaria che riguardava un carabiniere che al tempo gli faceva da autista.

 
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