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Antimafia Duemila

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Chiamate l'ambulanza PDF Stampa E-mail

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di Marco Travaglio - 20 giugno 2008
Scoperte a Roma altre due cliniche degli orrori, denominate «Governo» e «Parlamento». Il proprietario, nonché paziente (lo chiameremo S.B. in ossequio alla nuova legge sulla stampa), sarebbe un anziano cavaliere del lavoro con vari precedenti penali e procedimenti in corso, finora inspiegabilmente scampato alla Giustizia.


Quando tutti lo credevano guarito, sebbene assistito giorno e notte da infermieri (giorno) e infermiere (notte) è sfuggito alla camicia di forza e ha ripreso a dare in escandescenze, scrivendo leggi e decreti di allarmante valenza psichiatrica. Poi si è reso irreperibile. Gravissimo il bilancio, ancora provvisorio, dei danni.
- Clandestinità. S.B. inventa il reato di immigrazione clandestina, ma si scorda di inserirlo nell’apposito ddl, dove ne compare un altro, molto più blando: ingresso illegale in Italia. Poi, convinto di averlo istituito, si pente e annuncia in mondovisione: «Sono contrario al reato di immigrazione clandestina, sarebbe un ritorno al Medioevo». Il ministro dell’Interno R.M., però, lo rimbecca stupefatto: «Ma come, il primo firmatario del ddl sei tu…». Lui allora dichiara di aver «parlato a titolo personale»: il reato di clandestinità, peraltro mai istituito, «rimane». Per la letteratura psichiatrica è un inedito assoluto: il paziente non fa una cosa, smentisce di averla fatta, poi smentisce di aver smentito la cosa che non ha mai fatto. Il nulla al cubo.
- Sicurezza. Il «pacchetto sicurezza» aumenta pene e arresti per i «reati di strada» che, a suo dire, desterebbero maggior «allarme sociale» (lui non delinque mai in strada): rapine, scippi, furti, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione. Questo nel Lato A. Nel Lato B si limitano le intercettazioni ai reati puniti con pene superiori ai 10 anni, dunque esclusi i reati di strada. Così sarà impossibile scoprirne e incastrare i colpevoli. Per il futuro. E i rapinatori, ladri, scippatori, spacciatori e papponi già scoperti? Se hanno avuto l’accortezza di delinquere entro il 2002 (come il premier nel caso Mills), avranno la sospensione dei processi per un anno. Di fatto, per sempre. - Se un clandestino ha stuprato una ragazza, il suo processo viene sospeso; se ha passato una canna a un amico, no. Se due zingare han rapito un bambino, il processo è sospeso; se invece han rubato un salame al supermarket e, scappando, hanno urtato una guardia, no. Per le violenze della polizia al G8, il processo è rinviato; per le violenze di cittadini no. Si blocca pure il processo all’industriale avvelenatore che ha causato tumori da amianto agli operai, al chirurgo che ha ammazzato un bimbo in sala operatoria per errore grave, all’assessore che ha intascato mazzette, all’ubriaco che ha arrotato due pedoni sulle strisce; proseguono i processi al parcheggiatore che ha chiesto 1 euro all’automobilista per non rigargli la portiera, al ragazzo che ha rubato il cellulare al coetaneo minacciandolo col temperino o ha comprato un motorino rubato e gli ha cambiato la targa. Sempre, s’intende, in nome della sicurezza contro i reati di «allarme sociale».
- Indulto. Il rinvio dei processi viene motivato da S.B. con la necessità di accantonare quelli inutili,perché coperti dall’orribile indulto del 2006. Piccolo dettaglio: l’ha votato anche lui.
- Intercettazioni. L’altra clinica degli orrori, la S. Rita di Milano, dove si squartavano i pazienti, è stata scoperta dai giudici e raccontata dai giornalisti grazie alle intercettazioni. Con la nuova legge voluta da S.B. in nome della sicurezza, non sarebbe stata mai scoperta né raccontata. Ma se qualche magistrato avesse osato scoprirla e qualche giornalista raccontarla, in galera non sarebbero finiti i medici per omicidio e lesioni; ma i magistrati per intercettazioni abusive e i giornalisti per pubblicazioni abusive.
- Lodo Schifoso. Nel 2003, per immunizzare S.B. dai processi, il suo riporto personale Renato Schifani gli apparecchiò un Lodo su misura che sospendeva i processi a lui e ad altre quattro cariche dello Stato (peraltro prive di processi).
La Consulta lo cancellò: incostituzionale. Ora S.B. annuncia un nuovo lodo Schifani che, diversamente dal vecchio, non vale solo per S.B., ma anche per Schifani, più altre tre cariche. Se prima erano in quattro a ballare l’Alligalli, adesso sono in
tre a ballare l’Alligalli.
Ps. Se qualcuno dovesse imbattersi nel noto S.B., faccia il favore: chiami l’ambulanza.

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    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
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    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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