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Appello processo Spartacus: emessa la sentenza | Appello processo Spartacus: emessa la sentenza |
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di Dora Quaranta – 19 giugno 2008
Durante la fase dibattimentale in questo secondo grado del processo vi è stato un forte clima di tensione quando il difensore di Iovine e Bidognetti ha letto una istanza contenente affermazioni ritenute offensive nei confronti dello scrittore Roberto Saviano, della giornalista Maria Rosa Capacchione e del magistrato Raffaele Cantone. Saviano, presente nell’aula bunker di Poggio Reale al momento della sentenza di secondo grado, ha parlato di una <<vittoria dello Stato, della Procura antimafia e anche di tanti cronisti che hanno lavorato nell’ombra negli ultimi dieci anni>>. Lo scrittore di Gomorra ha rivolto un pensiero a <<tutti i caduti che in questi anni hanno avuto un’attenzione solo locale, oppure nessuna intenzione ed ai magistrati che sono stati in prima linea nel silenzio dei mass media>>. Ad un cronista che ha chiesto degli infiltrati casalesi Saviano ha risposto <<credo che la loro presenza ci sia, ma i meccanismi più insidiosi, come hanno dimostrato le inchieste, sono quelli economici>> ed ha ricordato che ci sono <<gli altri tronconi del processo Spartacus che riguardano i colletti bianchi ed anche i rapporti con la politica e c’è anche il rischio di prescrizione per molti reati. Non dimentichiamolo, siamo appena all’inizio>>. Per il senatore del Pd, Giuseppe Lumia, la sentenza rappresenta una tappa fondamentale, <<un altro duro colpo al muro d’impunità che i Casalesi avevano eretto per tanti e tanti anni>>. Lumia ha aggiunto che le condanne inflitte incoraggiano <<a colpire adesso i latitanti, come i boss Zagaria e Iovine, a bloccare l’ascesa del figlio Francesco Schiavone e a spezzare il meccanismo delle collusioni con l’economia e la politica>>. Il senatore del Pd ha espresso l’intenzione di chiedere alla prossima commissione antimafia di rivolgere al clan dei Casalesi la stessa attenzione riservata per Cosa Nostra e ‘Ndrangheta.
Appello per il processo Spartacus |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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