Dossier
Giovanni Falcone
Criminalità di massa e gestione piramidale del flusso degli affari | Criminalità di massa e gestione piramidale del flusso degli affari |
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Pagina 2 di 3 La gravità di quanto sta accadendo è così evidente che non è il caso di spendere altre parole sull’argomento; sembra opportuno, invece, esaminare rapidamente le principali questioni determinate dalla criminalità degli affari che si possono riassumere soprattutto nei temi del riciclaggio, dei pubblici appalti e della corruzione politica. Ma ancora prima di trattare questi argomenti, bisognerebbe ricordare che, contrariamente alle affermazioni ed alle certezze di taluni, la Regione Lazio non è purtroppo un’isola felice nel contesto italiano per quanto attiene a questi problemi. Nel Lazio, infatti, hanno operato da tempo importanti membri di organizzazioni criminali meridionali, come è dimostrato da indagini giudiziarie accurate e molto significative. Basterà ricordare che, come hanno affermato diversi “pentiti”, a Roma esiste da tempo una “decina” ( e cioè un raggruppamento) della “famiglia” mafiosa palermitana di S.Maria di Gesù, che a Roma sono stati arrestati personaggi mafiosi di grande spessore come Pippo Calò ed Antonino Rotolo, e che a Roma costoro non si limitavano a nascondersi, ma mantenevano contatti e collegamenti con la malavita locale (vedi banda della Magliana, ferimento di Roberto Rosone a Milano ad opera di Danilo Abbruciati ed altri gravi episodi); che personaggi di notevole spessore mafioso hanno acquistato a Roma e nel Lazio immobili di notevole importo; che membri della mafia catanese come i Ferrera, dediti al traffico di stupefacenti, da tempo avevano eletto Roma ed il suo hinterland come teatro delle loro attività illecite; che personaggi di spicco della camorra da tempo operano nel Lazio. Vi è dunque l’imbarazzo della scelta per indicare gli elementi che smentiscono inconfutabilmente la pretesa estraneità del Lazio ai problemi della criminalità organizzata e, in particolare, a quelli del riciclaggio. Sarebbe importante, anzi, se si potessero mettere insieme tutti questi elementi su presenze delle organizzazioni criminali nel Lazio per trarne più adeguate conclusioni, sia sotto il piano strettamente repressivo sia sotto quello preventivo e conoscitivo. Cominciando dal riciclaggio, va ricordato che se è vero che lo stesso si concreta in quella attività diretta a disperdere le tracce della provenienza del danaro sporco, e che concettualmente si distingue dal reinvestimento del danaro in attività lecite, non è men vero, tuttavia, che non infrequentemente il reinvestimento è uno dei mezzi per l’esercizio del riciclaggio e cioè per far disperdere le tracce della provenienza del danaro. Di ciò dovremo tenere conto metodologicamente nel compimento della ricerca. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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