Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Tuesday
Oct 07th
Home arrow Dossier arrow Giovanni Falcone arrow Criminalità di massa e gestione piramidale del flusso degli affari
Criminalità di massa e gestione piramidale del flusso degli affari PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Criminalità di massa e gestione piramidale del flusso degli affari
Pagina 2
Pagina 3

 falcone1.jpg

Intervistato il 6 marzo del 1988 da Il Giornale di Sicilia, il giudice Giovanni Falcone offriva un quadro inquietante sulla questione appalti in Sicilia.


Si crede erroneamente che tali appalti si aggirino all’incirca su un migliaio di miliardi, spiegava alla giornalista Delia Parrinello, e che solo una piccola parte di questi, diciamo trecento, sia destinato all’imprenditoria siciliana. Troppo poco perché la mafia se ne interessi. Ma il problema non è dei soggetti ai quali vanno gli appalti (che per la maggior parte vengono assegnati alle imprese cosiddette settentrionali) ma dei subappaltatori, ossia quelli che i lavori li eseguono. Con il sistema dei subappalti, infatti, i soldi finiscono quasi tutti in Sicilia, ad imprenditori che vengono oppressi da una parte dalle estorsioni e dall’altra dalle richieste di partecipazione societaria. Per i subappaltatori la mafia locale stabilisce chi deve lavorare e chi no e per quanto riguarda le estorsioni l’imprenditore è costretto ad obbedire agli ordini dei protettori che possono chiedere prestazioni di servizi, posti di lavoro, nascondigli per latitanti. Gli imprenditori “puliti”? Esistono, ma sono delle vittime. 
Appalti e subappalti Dal libro “Interventi e proposte” per gentile concessione della
Fondazione Falcone  Forum del 25 – 26 novembre 1991 promosso
dal Consiglio regionale del Lazio

di Giovanni Falcone
Com’è noto, uno degli effetti della società di massa è la produzione di criminalità, anch’essa di massa, che tende ad inserirsi sfruttandola, in ogni distorsione dello sviluppo socioeconomico. Paradossalmente, dunque, i problemi determinati nel nostro Paese dalla criminalità degli affari sono un altro dei tanti segni del grado di sviluppo raggiunto. Ovviamente, c’è ben poco da rallegrarsi per la presenza di questi problemi, finora affrontati con scarso riferimento alle questioni concrete e con predilezione invece di fumosi e fuorvianti dialoghi sui massimi sistemi. Si perde di vista, così, la gravità del problema della criminalità nel nostro Paese, che ha raggiunto punte veramente allarmanti senza che vi si dedichi sufficiente attenzione, abituati come siamo ad una situazione che dovrebbe suscitare indignazione e sconcerto.
Un semplice dato dovrebbe far riflettere sulla gravità della situazione: gli omicidi sono aumentati, rispetto all’anno scorso del 54%, e si tratta in gran parte di omicidi a matrice mafiosa. Sul versante, poi, che più direttamente ci interessa in questa sede, basterà osservare che, come risulta da recentissime indagini di polizia giudiziaria, la criminalità organizzata sta cominciando a fare a meno della criminalità degli affari, nel senso che si sta creando, all’interno delle organizzazioni criminali, una categoria di soggetti addetti, non già al compimento delle attività squisitamente criminali, bensì alla gestione e riciclaggio dell’enorme flusso di danaro derivante dalle attività criminali; non è chi non veda la gravità di ciò, poiché sarà ancora più difficile contrastare efficacemente l’azione delle organizzazioni mafiose. Finora, infatti, uno dei sistemi di indagine più efficaci è stato quello relativo alle indagini patrimoniali e bancarie, su soggetti sicuramente spregiudicati e poco rispettosi delle leggi ma non appartenenti alle organizzazioni criminali. E’ chiaro che le indagini saranno molto più difficili quando le stesse riguarderanno membri della mafia e delle altre organizzazioni similari! Da altri è stato richiamato poc’anzi come esempio di riciclaggio e come sintomo delle quantità di danaro illecito in circolazione, il fenomeno crescente di finanziamenti scarsamente garantiti, e con tassi di interesse poco remunerativi, effettuati sempre più frequentemente da società finanziarie apparentemente poco significative. E’ un esempio indubbiamente pertinente, ma andrebbe rilevato che ce ne accorgiamo con grave ritardo, mentre la realtà è adesso ancora più allarmante.
Quella temuta saldatura tra una criminalità organizzata sempre più violenta ed una criminalità dei colletti bianchi sempre più spregiudicata risulta superata adesso dagli eventi, poiché, come si è detto, la criminalità degli affari comincia a venire fuori dalle stesse organizzazioni criminali. Pur non potendo approfondire adeguatamente l’argomento, trattandosi di vicende ancora coperte dal segreto, può senz’altro dirsi che la recente indagine compiuta anche in Francia su attività di riciclaggio addebitate a Michele Zaza e quella compiuta dai carabinieri in Sicilia su pubblici appalti hanno come protagonisti soggetti da tempo indicati come appartenenti alle organizzazioni criminali. Contrariamente, dunque a quanto avveniva nel passato, non vi è più una netta distinzione tra organizzazioni criminali dedite al compimento delle attività illecite e altri soggetti ed organizzazioni dediti al riciclaggio di danaro di provenienza illecita; la tendenza sembra, infatti, quella di organizzazioni dedite, allo stesso tempo, al compimento di attività illecite ed al riciclaggio del provento delle stesse.


 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg


    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


    LEGGI TUTTO...
     
 

NewsLetter

newsletter-home.jpg


PASSAPAROLA

passaparola

Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Google Adv

Statistiche

Utenti: 708
Notizie: 5666
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2227555

Libri

giornalismimafie-home.jpg

Libri

parole-donore-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg