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Cronaca
Meglio se la sparizione dell’agenda rossa di mio padre fosse un segreto di Stato | Meglio se la sparizione dell’agenda rossa di mio padre fosse un segreto di Stato |
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Tratto da: 19luglio1992.com Da commissario capo della Polizia Postale di Palermo, a una delle zone più “calde” della città, la Zisa. La stessa in cui Sandro Lo Piccolo, ancora latitante, avrebbe ucciso, il 13 giugno 2007, il boss Nicolò Ingarao. È la carriera siciliana di Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, e uomo dello Stato. Abbiamo appreso le motivazioni della sentenza che proscioglie il tenente colonnello Giovanni Arcangioli dall’accusa di furto aggravato dell’agenda rossa di Paolo Borsellino e ci chiediamo quale sia il pensiero della famiglia Borsellino di fronte a questo ennesimo “È tutto da rifare”. Non giudico un provvedimento giudiziario che, sebbene ci lasci perplessi, rispettiamo, così come rispettiamo tutte le sentenze, anche quando non sono condivise. Non esistendo un dibattito pubblico su una delle vicende più oscure della Seconda Repubblica, si è persa ancora una volta l’occasione per fare chiarezza; ma non voglio commentare una decisione che sarà stata meditata e, magari, sofferta. Ad aprile fu annunciato che vicende italiane coperte dal segreto di Stato da almeno 30 anni sarebbero state rese note, grazie alla consultazione di archivi contenenti i loro documenti: pensa che anche la vicenda dell’agenda rossa farà questa fine? Penso che sarebbe già un grande risultato se la vicenda dell’agenda rossa fosse coperta da un segreto di Stato. Può spiegarsi meglio? Se su questa vicenda è stato posto un segreto di Stato, significa che c’è qualcosa da nascondere all’opinione pubblica o agli inquirenti. Il segreto di Stato, infatti, cala su vicende che devono rimanere oscure, perché certe verità, in un dato periodo, non possono emergere: ne andrebbe dell’integrità dello Stato stesso. Se così dovesse essere per la scomparsa, o sottrazione, dell’agenda di mio padre, superiori ragioni di Stato avrebbero imposto il silenzio sulla vicenda. La circostanza non ci conforterebbe, ma ci darebbe la possibilità di sperare che un giorno affiori qualche verità. Cosa ritiene ci possa essere di così compromettente lì dentro da essere costretti a farla sparire? Niente di cui io, le mie sorelle e mia madre fossimo a conoscenza, altrimenti, dopo la morte di mio padre, l’avremmo immediatamente riferito alle autorità competenti, in quel caso la Procura di Caltanissetta. Potrei fare solo delle ipotesi ma, per mia deformazione professionale, non gradisco ragionare per ipotesi. La verità è che mio padre ci ha voluti tutelare, sperando che, in caso di morte, quell’agenda finisse nelle mani della persona giusta. Purtroppo, non è andata così. Quell’agenda potrebbe anche non esistere più: ci ha mai pensato? Sì, ma non voglio credere a questa eventualità. È possibile, allora, che l’agenda rossa esista ancora e sia merce di scambio tra i poteri occulti del nostro paese? Sì, penso proprio che qualcuno la detenga come arma di ricatto o di ritorsione. Tratto da: 19luglio1992.com |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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