| Operazione "Hiram": massoni e boss a braccetto |
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di Dora Quaranta - 17 giugno 2008
Nell’inchiesta della Dda di Palermo risultano inoltre indagati anche altri due nomi eccellenti. Il primo è padre Ferruccio Romanin, gesuita, 79 anni, rettore della Chiesa di Sant’Ignazio, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Per la procura sarebbe accertato che Rodolfo Grancini avrebbe fatto scrivere delle lettere al gesuita indirizzate a giudici <<previo pagamento da parte di Michele Accomando>> al fine di <<raccomandare alcuni imputati di mafia>>. Padre Romanin avrebbe intercesso affinché venissero concessi i domiciliari ad Epifanio Agate, figlio del capomafia di Trapani e a Dario Gancitano, genero di Accomando, imputati entrambi dinanzi al tribunale di Reggio Calabria. Il secondo indagato è il gran maestro Stefano De Carolis, membro illustre della Serenissima Gran Loggia Unita d’Italia, che sarebbe stato a conoscenza, tramite Michele Accomando ed un altro indagato nell’operazione Hiram, del piano per insabbiare un processo di terzo grado riguardante il boss Giovanbattista Agate, fratello di Mariano capomafia di Trapani. Il gip Roberto Conti ha stralciato la posizione della poliziotta Francesca Surdo perché il suo caso non è connesso <<soggettivamente ed oggettivamente agli altri>> ed ha trasmesso gli atti alla Procura di Roma competente territorialmente. Durante la conferenza stampa a Roma il procuratore capo di Palermo Messineo e l’aggiunto Scarpinato hanno spiegato che dalle intercettazioni sarebbe emerso che alcuni degli arrestati <<erano molto preoccupati>> di una possibile reazione del boss Matteo Messina Denaro in caso di una loro non riuscita. <<Quello che abbiamo scoperto – hanno detto i magistrati – potrebbe essere soltanto la punta di un iceberg perché il sistema c’è sembrato molto rodato>>. A margine dell’importante operazione di questa mattina il senatore del Pd Giuseppe Lumia ha dichiarato che << Esiste un rapporto perverso e capillare fra mafia e settori della massoneria nel nostro Paese, ma tutte le volte che si e' cercato di toccare questo tasto, vi e' stata, anche sui media, una strana congiura del silenzio, anche da parte della politica. Le mafie sono potenti proprio per la loro capacità di inquinare e di tessere rapporti con altre centrali di potere, fra queste anche le logge coperte o deviate. La prossima Commissione Antimafia dovrà indagare con coraggio e rigore su questo legame che non e' affatto recente, ma che non e' stato mai davvero affrontato>>. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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