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Camorra:processo Spartacus PDF Stampa E-mail

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16 giugno 2008
Napoli.
Sono appena entrati in camera di consiglio i giudici della I Sezione della Corte d'Assise d'Appello di Napoli per decidere la sorte di 36 imputati del processo Spartacus, il maxi procedimento importante dopo quello di Palermo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.



Gli imputati sono tutti boss del clan dei Casalesi, con a capo Francesco Schiavone detto Sandokan. Dopo la replica del sostituto procuratore generale Francesco Iacone che ha sottolineato la necessita' di confermare i 16 ergastoli ai capiclan gia' condananti in primo grado, i giudici della Corte, presieduta dal presidente Raimondo Romeres, a latere Maria Rosaria Caturano, si sono chiusi in camera di consiglio e ci resteranno, probabilmente, per i prossimi tre giorni. La sentenza, lo stralcio che riguarda gli omicidi e le guerre di camorra, potrebbe dare un duro colpo al clan. Non e' stato, pero', ancora iscritto a ruolo il troncone che tratta dell'associazione, degli affari, dei rapporti con l'imprenditoria; in tutto una novantina di imputati quasi tutti a piede libero. Per trasmettere ai giudici d'appello i 550 faldoni contenenti gli atti del procedimento fu utilizzato, nel novembre 2006, un furgone blindato. La sentenza di primo grado della seconda Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere venne messa al 15 settembre 2005, dopo undici giorni di camera di consiglio e otto anni di dibattimento. La Corte era presieduta da Catello Marano e commino' 95 condanne, 21 delle quali all'ergastolo, e decise 21 assoluzioni. Le motivazioni alla base del verdetto furono scritte dal giudice a latere, Raffaello Magi, che racchiuse tutto in 3.187 pagine: un lavoro paragonabile solo a quello del maxi processo contro la mafia.

AGI
 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
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    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
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    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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