| Le dichiarazioni del pentito Serpa |
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Sono stati depositati i verbali degli ultimi due anni di interrogatori resi da alcuni pentiti di ‘Ndrangheta. Da Giuliano e Ulisse Serpa, ex boss di Paola, fino a Vincenzo Dedato, già “contabile” delle consorterie confederate bruzie, e poi ancora Carmine Cristini, Francesco Amodio, camorrista delle famiglie consentine e Franco Bevilacqua, leader fino a gennaio 2001 della comunità nomade di Cosenza. Il loro contributo è prezioso per ricostruire le manovre delle famiglie ed eventuali alleanze fra le stesse. Ad esempio Giuliano Serpa, scampato miracolosamente a un agguato nel luglio del 2004 a Paola, ha svelato al procuratore Mario Spagnuolo e ai pm Francesco Minisci e Claudio Curreli, d'aver personalmente partecipato agli appostamenti notturni organizzati a Nocera Terinese per assassinare, nel 2002, Ettore Lanzino e Domenico Cicero. I due "uomini di rispetto" cosentini erano costretti a risiedere nel centro rivierasco perchè sottoposti a obbligo di dimora. Serpa fu invitato ad agire dal giovane capo di un clan rivale di quello delle due mancate vittime. L’ex boss di Paola ha pure rivelato altre circostanze del proprio passato. Ad esempio l’offesa subita dalla propria famiglia quando da Cosenza nominarono caposocietà di Paola un membro della famiglia rivale dei Fuscaldo e che portò ad alcune regolazioni di conti nel 2003. Oppure il racconto di come riuscì a salvarsi da un attentato grazie ad uno scambio di persone con il sicario che uccise l’uomo sbagliato. Sempre Serpa ricostruisce le manovre dei cosentini per il controllo di altre zone come Amantea. Tommaso Gentile, presunto boss di Amantea, era per esempio diventato punto di riferimento e stretto alleato delle cosche di Cosenza dopo l'assassinio di Marcello Calvano, avvenuto nell'agosto di otto anni addietro a San Lucido. Un fatto che trova riscontro nelle dichiarazioni di Vincenzo Dedato. Sempre dalle rivelazioni dei pentiti si evince che è proprio nelle circostanze del passaggio della gestione del pizzo tra i Gentile e i Calvano che si sono rotti definitivamente i rapporti tra i gruppi di San Lucido e Amantea. Rottura che sembrerebbe confermata anche da indagini ed intercettazioni passate. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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