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Home arrow Informazione arrow Cronaca arrow Le dichiarazioni del pentito Serpa
Le dichiarazioni del pentito Serpa PDF Stampa E-mail

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di Aaron Pettinari - 14 giugno 2008
Cosenza La Dda di Catanzaro deposita i verbali degli interrogatori resi dai collaboratori di giustizia usciti negli ultimi due anni dalle file della 'ndrangheta. Ricostruite le alleanze e la nuova struttura in seno alle famiglie.



Sono stati depositati i verbali degli ultimi due anni di interrogatori resi da alcuni pentiti di ‘Ndrangheta. Da Giuliano e Ulisse Serpa, ex boss di Paola, fino a Vincenzo Dedato, già “contabile” delle consorterie confederate bruzie, e poi ancora Carmine Cristini, Francesco Amodio, camorrista delle famiglie consentine e Franco Bevilacqua, leader fino a gennaio 2001 della comunità nomade di Cosenza. Il loro contributo è prezioso per ricostruire le manovre delle famiglie ed eventuali alleanze fra le stesse. Ad esempio Giuliano Serpa, scampato miracolosamente a un agguato nel luglio del 2004 a Paola, ha svelato al procuratore Mario Spagnuolo e ai pm Francesco Minisci e Claudio Curreli, d'aver personalmente partecipato agli appostamenti notturni organizzati a Nocera Terinese per assassinare, nel 2002, Ettore Lanzino e Domenico Cicero. I due "uomini di rispetto" cosentini erano costretti a risiedere nel centro rivierasco perchè sottoposti a obbligo di dimora. Serpa fu invitato ad agire dal giovane capo di un clan rivale di quello delle due mancate vittime. L’ex boss di Paola ha pure rivelato altre circostanze del proprio passato. Ad esempio l’offesa subita dalla propria famiglia quando da Cosenza nominarono caposocietà di Paola un membro della famiglia rivale dei Fuscaldo e che portò ad alcune regolazioni di conti nel 2003. Oppure il racconto di come riuscì a salvarsi da un attentato grazie ad uno scambio di persone con il sicario che uccise l’uomo sbagliato. Sempre Serpa ricostruisce le manovre dei cosentini per il controllo di altre zone come Amantea. Tommaso Gentile, presunto boss di Amantea, era per esempio diventato punto di riferimento e stretto alleato delle cosche di Cosenza dopo l'assassinio di Marcello Calvano, avvenuto nell'agosto di otto anni addietro a San Lucido. Un fatto che trova riscontro nelle dichiarazioni di Vincenzo Dedato. Sempre dalle rivelazioni dei pentiti si evince che è proprio nelle circostanze del passaggio della gestione del pizzo tra i Gentile e i Calvano che si sono rotti definitivamente i rapporti tra i gruppi di San Lucido e Amantea. Rottura che sembrerebbe confermata anche da indagini ed intercettazioni passate.
 
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    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

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    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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