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La Camorra uccide senza sparare PDF Stampa E-mail

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di Dora Quaranta – 12 giugno 2008
Napoli.
In ogni casa a Giugliano, dice il Sindaco Giovanni Pianese, c’è un tumore. 120 ettari di terra densamente coltivata è gravemente danneggiata dai rifiuti tossici interrati illegalmente.



Gaetano Vassallo, 50 anni, è un imprenditore che ha deciso di collaborare con la magistratura. E’ il primo imprenditore pentito che svela un traffico di rifiuti pericolosi. Vassallo era proprietario con i suoi fratelli della Novambiente Srl, che gestiva una discarica autorizzata a Giugliano (Na) con un fatturato di dieci miliardi di vecchie lire all’anno. Per vent’anni, dalla fine degli anni ’80 al 2005, la sua famiglia in accordo con i clan Bidognetti e Mallardo avrebbe sversato rifiuti tossici provenienti da diverse regioni italiane in siti abusivi o discariche autorizzate ma sature e prive dei requisiti. Vassallo ha denunciato se stesso e nove dei suoi undici fratelli e all’alba di ieri è scattata l’operazione “Terra Promessa”. Per gli indagati le accuse sono concorso esterno in associazione mafiosa e disastro ambientale aggravato dalla finalità dell’aver agevolato la mafia. Oltre 40 milioni di euro sequestrati tra conti correnti e beni immobili: 45 appartamenti, alcuni negozi, 18 ettari di terreno, auto di lusso, imbarcazioni, un albergo a Castel Volturno. Vassallo avrebbe rivelato agli inquirenti le tangenti che era costretto a versare ai clan camorristici e nel ricostruire il vasto traffico di rifiuti avrebbe fatto allusioni ad “Ecologia ‘89”, la <<società gestita da Gaetano Cerci per conto della famiglia Bidognetti ma creata dall’avvocato Cipriano Chianese>> e a Vincenzo Zagaria tra i gestori del traffico. <<Quando parlo delle principali discariche – avrebbe dichiarato il pentito – alludo alla mia, “Novambiente”, alla Setri, alla Cigagel di Chianese e a quella di Raffaele Giuliani>>. Nella discarica di Vassallo arrivavano i rifiuti dell’Acna di Cengio: <<una volta, venti bilici per circa 6.000 quintali>>. Nel 1988 <<la discarica in località Schiavi – ha continuato nelle sue rivelazioni l’imprenditore – era già di fatto esaurita, quando in Regione fu approvato il progetto di smaltimento. Fruendo di quella autorizzazione, non essendo specificate le particelle, sfruttammo all’infinito quel sito. Con l’espediente delle autorizzazioni, tutte le discariche campane hanno smaltito in modo abusivo sfruttando autorizzazioni meramente cartolari>>. La Camorra avvelena ciliegie, pesche, melannurca, ortofrutta di qualità provocando tumori devastanti nella gente.
 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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