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Operazione Eclissi 2 PDF Stampa E-mail

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di Dora Quaranta – 12 giugno 2008
Bari.
Beni per un milione 250 mila euro sequestrati martedì scorso dal Gico di Bari. Si tratta solo di una piccola parte di tutte le ricchezze in possesso del clan Strisciuglio che ha trasformato il quartiere San Pio (ex Enziteto) di Bari in un supermarket della droga.



Il provvedimento ha colpito 9 membri del gruppo malavitoso e le loro famiglie, complessivamente 44 persone. Posti i sigilli ad un punto scommesse, un distributore di benzina con annesso bar, un lussuoso appartamento, dieci automobili e sette moto frutto di proventi illeciti. Il clan Strisciuglio è nato nel 1997 sulle ceneri del clan Laraspata e si è affermato come il più agguerrito sul territorio barese, autore di omicidi, traffico internazionale di stupefacenti, contrabbando, estorsioni e altri reati. Nel gennaio 2006 gli Strisciuglio sono stati colpiti dall’operazione Eclissi, definita dagli inquirenti <<tra le più importanti degli ultimi 15 anni di lotta alla mafia>>; coordinato dal pm della Dda Desiree Di Geronimo il blitz vide impegnati 1000 carabinieri e l’emissione di circa 180 ordinanze di custodia cautelare. Da quell’operazione del 2006 ad oggi gli Strisciuglio hanno provveduto a rimpiazzare gli arrestati con nuove leve. Il quartiere San Pio continua ad essere la roccaforte del clan. Qui entrare senza essere notati è impossibile. <<C’è una rete di sorveglianza capillare, di vedette – ha detto il capo della squadra mobile Luigi Liguori intervistato da Repubblica – e’ difficile trovare le basi per operare, la possibilità di agire. Anche collocare l’operatore che osserva richiede una particolare sofisticazione investigativa. Ormai comunicano tra di loro con ricetrasmittenti, su frequenze loro, le abbiamo anche sequestrate. Se si spostano di 50 – 100 metri non usano più i telefoni ed è difficile intercettarli>>. Le indagini delle forze dell’ordine hanno rivelato una grande disponibilità di prestanome e l’uso di ragazzini anche per fatti di sangue. Secondo i collaboratori di giustizia il capo indiscusso della famiglia è sempre Domenico Strisciuglio, Mimmo “la luna”, detenuto da molti anni. Dal carcere continuerebbe a fare proseliti tra i più giovani e a gestire le attività della famiglia.
 
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    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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