| La pervasività delle mafie nella relazione Dia |
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di Dora Quaranta – 12 giugno 2008 Difficile prevedere i futuri assetti verticistici. L’organizzazione continua tuttavia a mantenere gli storici schemi gerarchici articolati in famiglie e mandamenti. La Dia ha registrato un profondo senso di incertezza e di confusione negli assetti strategici iniziato con gli arresti delle operazioni “Grande Mandamento” e “Gotha” e proseguito con la cattura di Provenzano e di altri latitanti di spicco fra cui Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Non si esclude la possibilità che possa <<innescarsi un periodo di fibrillazioni incontrollabili, a causa di possibili iniziative concertate da ambienti dell’associazione mafiosa, risoluti a ridisegnare nuove geografie interne del potere e a non tollerare la possibile perdita di aderenza nel controllo territoriale di natura estorsiva>>. Nel semestre in esame Cosa Nostra non ha fatto registrare particolari fatti violenti con la sola eccezione dell’area partinicese dove vi è tensione fra le fazioni di Partinico e Borgetto. La mafia siciliana sta dimostrando particolare attivismo nel traffico internazionale di stupefacenti come rilevato dalle operazioni “Igres” e “Wiston”. Non si registrano significativi cambiamenti nel trapanese. Il profilo carismatico del boss Matteo Messina Denaro è senza dubbio accresciuto in seguito all’arresto dei Lo Piccolo. A Catania la famiglia mafiosa rimane sostanzialmente unitaria pur differenziandosi in due anime: i Santapaola e i Mazzei. I due gruppi hanno superato un breve ma acuto periodo di tensione. I Santapaola si sarebbero ricompattati sotto l’egida dei detenuti Aldo Ercolano e Benedetto Santapaola. In Calabria si conta la presenza di 136 sodalizi, di un elevato numero di eventi omicidiari e di un sistema criminale dagli equilibri sempre critici. Le operazioni “Omnia”, “Terra Chioma”, “Topa”, “Nepetia” hanno messo in luce collegamenti diretti ed indiretti di amministratori locali con la ‘ndrangheta e tentativi di condizionamento degli enti pubblici. L’attività più remunerativa della ‘ndrangheta rimane il traffico degli stupefacenti. La Camorra continua a manifestare <<il suo carattere magmatico, correlato all’elevato numero dei sodalizi e alle peculiari dinamiche di aggregazione e di scontro dei medesimi, che si profilano secondo mutevoli criteri in un fluido quadro, spesso caratterizzato da catene di eventi omicidiari>>. Nella sola città di Napoli vi sono 36 clan e 7 gruppi minori; in provincia 41 sodalizi e 14 gruppi minori. A Napoli sono sorte nuove aggregazioni dal <<modello gangsteristico>> dediti alla gestione della singola “piazza di spaccio” e di attività predatorie. Tra questi gruppi e quelli camorristici vi sono sinergie e cointeressenze con frequenti ricorsi all’uso della violenza per regolare i rapporti e per la ripartizione delle competenze. Rimane invariato il forte dinamismo della Camorra nel mercato degli stupefacenti e delle armi, nel settore delle contraffazioni, dell’immigrazione clandestina, dello smaltimento illegale dei rifiuti. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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