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Diritto alla verita' e diritto all'errore | Diritto alla verita' e diritto all'errore |
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Pagina 3 di 3 Il decreto legge n° 1694 prevede il carcere da sei mesi a quattro anni "per chiunque diffonda in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o l'odio razziale o etnico, ovvero inciti a commettere o commetta atti di discriminazione". Associare alcune nuove interpretazioni storiche al razzismo significa in teoria poter trascinare in tribunale praticamente qualsiasi storico indipendente. E' evidente che si è aperta una nuova caccia alle streghe, in cui tutti coloro che trovano elementi per contrastare la versione storica data dai vincitori diventano immediatamente "neonazisti" o "razzisti", e costretti a risponderne in tribunale. Le etichette servono a far capire che si tratta di persone da escludere, da privare anche della pur minima considerazione, poiché anche una minima considerazione potrebbe "legittimarli". Le dicotomie a cui ci abitua la nostra cultura prevedono l'esclusione immediata del presunto colpevole, visto come "nemico". C'è da chiedersi perché paesi che si autodefiniscono "democratici" hanno l'impeto ad imporre a suon di processi una versione storica, come accadeva durante la Santa Inquisizione. E' come se la verità storica dovesse diventare un dogma, imposto per legge. Come se fosse un fatto di autorità e non di ricerca e cultura. E' evidente che gli scopi principali di queste leggi sono: 1 - Spaventare chi vuole fare ricerca storica indipendente; 2 - far capire una volta per tutte che è il sistema a decidere ciò che è vero e ciò che è falso; 3 - additare gli storici indipendenti come criminali, in modo tale che nessuno voglia seguire il loro esempio o prenderli sul serio; 4 - far intendere che anche la cultura è un settore su cui le autorità possono imporre dogmi o rigidi schemi prefissati. Le leggi che controllano i ricercatori indipendenti hanno duramente colpito persone come David Irving, Siegfried Verbeke, Ernst Zündel, René-Louis Berclaz e molti altri, che non hanno mai espresso idee razziste o antisemite. Le leggi contro la libera ricerca storica hanno costretto l'Association des Anciens Amateurs de Récits de Guerre et d'Holocauste (AAARGH) a pubblicare alcuni libri "revisionisti" su Internet e a sentirsi obbligata a sottolineare che : "In ragione delle leggi che istituiscono una censura specifica in certi paese (Germania, Francia, Israele, Svizzera, Canada, ecc.) non domandiamo il consenso degli autori che in essi vivono, poiché non sono liberi di darlo. Ci poniamo sotto la protezione dell'articolo 19 della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, il quale stabilisce: "Ognuno ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, il che implica il diritto di non essere molestati per le proprie opinioni e quello di cercare, di ricevere e di diffondere, senza considerazione di frontiera, le informazioni e le idee con qualsiasi mezzo di espressione li si faccia" (Dichiarazione internazionale dei Diritti dell'Uomo, adottata dall'Assemblea generale dell'ONU a Parigi il 10 dicembre 1948).(5) In Italia la Storia ufficiale, insegnata nelle scuole, non tiene conto delle ultime ricerche storiografiche, in cui eventi come il Risorgimento, la Resistenza e le due guerre mondiali trovano interpretazioni ben diverse da quelle ufficiali, supportate da prove storiche inoppugnabili. Falsificare la Storia significa per l'oligarchia apparire moralmente legittimata. Le guerre vengono raccontate come difesa delle nazioni dal prepotente dittatore. Vengono mistificati o occultati molti i crimini dei vincitori, e le autorità dei paesi dominanti vengono descritte come preoccupate di proteggere i popoli e di far trionfare il bene. I metodi per negare il diritto alla verità sono rimasti sostanzialmente invariati, anche se col tempo sono diventati più sottili. Si controlla chi produce nuova conoscenza (la ricerca universitaria), si controllano i mass media, e si tengono ai margini gli intellettuali indipendenti. Quando ciò non è possibile si rendono attivi i Tribunali, si infama, si distrugge lavorativamente ed economicamente chi fuoriesce dal sistema, che diventa una sorta di "uomo nero" su cui si dovrà scaricare tutta la rabbia e la riprovazione. Anche i contenuti della propaganda non cambiano. Come osserva Robert Faurisson: "(esiste) un repertorio anticipato delle menzogne".(6) Queste menzogne fanno apparire le autorità occidentali come autorevoli, mentre invece esse ricoprono quelle cariche semplicemente perché appoggiano l'attuale assetto stegocratico di potere. Fanno apparire le guerre "giuste", e le repressioni dei popoli come "missioni di pace". Fanno apparire il contrario di ciò che è. La propaganda massiccia e l'assenza nei media di massa di opinioni divergenti abituano all'acriticità e alla conseguente accettazione passiva di ciò che viene presentato come verità. In tal modo si induce a dimenticare che la libertà di pensiero è l'essenza dell'uomo, e il diritto alla verità è necessario a creare una società umana "civile" che possa realmente dirsi tale. Copyright 2008 - all rights reserved. Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale di questo articolo, inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta di Antonella Randazzo. Per la riproduzione integrale o di parti dell'articolo occorre richiedere l'autorizzazione scrivendo all'indirizzo e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo NOTE 1) "Corriere della sera", 31 dicembre 1997. 2) Per comprendere il termine "stegocratico" si veda http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/03/lipotesi-stegocratica-parte-prima.html 3) http://vho.org/aaargh/fran/livres4/casof.pdf. 4) "Il manifesto", 8 febbraio 2002. 5) http://vho.org/aaargh/ital/ital.html 6) Faurisson Robert, "Il metodo revisionista applicato alla storia della terza guerra mondiale", http://vho.org/aaargh/ital/archifauri/RF030511it.html PER APPROFONDIRE E CONOSCERE ALCUNE VERITÀ STORICHE OCCULTATE DAL SISTEMA AAVV, “La Storia Imbavagliata”, atti del convegno del Master “Enrico Mattei” in Medio Oriente, Teramo 17 -19 aprile 2007. Alianello Carlo, "La conquista del Sud. Il Risorgimento nell'Italia meridionale", Rusconi, Milano 1982. Dadone Ugo, "Fiamme ad Oriente", C.E.N., Roma 1958 (si può scaricare dal sito http://vho.org/aaargh/ital/ital.html). Gioannini Marco, Massobrio Giulio, "Bombardate l’Italia. Storia della guerra di distruzione aerea 1940-1945", Rizzoli, Milano 2007. Graf Jürgen, "L'olocausto allo scanner", ed. Effepi, Genova 2000. Harwood Richard, "Auschwitz o della soluzione finale. Storia di una leggenda", Le Rune, Milano 1978. Harwood Richard, "Nuremberg and other war crimes trials", Historical Review Press, 1978. Izzo Fulvio, "I Lager dei Savoia", Controcorrente, Napoli 1999. Pellicciari Angela, "Risorgimento da riscrivere", Ares, Milano 2007. Randazzo Antonella, "Dittature. La Storia occulta", Ed. Il Nuovo Mondo, Padova 2007. Randazzo Antonella, "La nuova democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia USA", ed. Zambon, Verona 2007. Rassinier Paul, "La menzogna di Ulisse", Le Rune, Milano 1966. Servidio Aldo, "L'imbroglio Nazionale", Alfredo Guida Editore, Napoli 2000. Zitara Nicola, "Negare la negazione", La Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria 2001. TRATTO DA: http://antonellarandazzo.blogspot.com/ |
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di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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