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Rassegna Stampa
'Ndrangheta: duro colpo a clan Cicero | 'Ndrangheta: duro colpo a clan Cicero |
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11 giugno 2008 Le persone coinvolte nell'operazione, presunte appartenenti alla cosca capeggiata da Domenico Cicero, esponente storico della criminalità organizzata cosentina, già detenuto, sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, usura ed estorsione. Alla cosca capeggiata da Cicero viene anche attribuita la responsabilità del sequestro e dell'omicidio di Angelo Cerminara, ucciso il 4 ottobre del 2006 ed il cui cadavere non é mai stato trovato. Il gruppo criminale che fa capo d Cicero avrebbe avuto anche una base logistica in Spagna. Nell'ambito dell'operazione sono stati sequestrati un complesso residenziale, una discoteca ed una rivendita di materiale edile, nel quartiere San Vito di Cosenza, che sarebbe stata anche la base logistica della cosca. Da quanto emerge dalle indagini gli imputati avevano creato una vera e propria banca occulta, erogando prestiti per centinaia di migliaia di euro a tassi usurari, i componenti dell'organizzazione criminale sgominata dai carabinieri a Cosenza. Alle 32 persone coinvolte nell'operazione vengono contestati, infatti, una trentina di episodi di esercizio abusivo del credito, con l'erogazione di somme di denaro a imprenditori e commercianti che erano costretti a restituirli a tassi d'interesse molto alti. L'organizzazione sgominata dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza avrebbe gestito anche un vasto traffico di droga ed un'attivita' di riciclaggio di proventi illeciti. Secondo il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Mario Spagnuolo, "l'operazione eseguita oggi dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza dimostra ancora una volta l'estrema pericolosità della ndrangheta cosentina". "Si tratta di un'organizzazione criminale - ha aggiunto Spagnuolo - capace di condizionare il tessuto commerciale ed imprenditoriale della città e di estendere i propri interessi criminali in territorio spagnolo. La Dda di Catanzaro, in stretta collaborazione con la Procura di Cosenza, continua a lavorare nell'azione di contrasto di questo gravissimo fenomeno criminale". Nell'inchiesta, di cui Spagnuolo è titolare assieme al pm Raffaella Sforza, sono stati applicati alla Dda di Catanzaro due pm della Procura della Repubblica di Cosenza, Claudio Curreli e Francesco Minisci. ANSA |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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