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Home arrow Informazione arrow Mandanti occulti arrow Scommesse clandestine: scoperta maxi truffa
Scommesse clandestine: scoperta maxi truffa PDF Stampa E-mail

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di Dora Quaranta – 9 giugno 2008
Palermo.
La cosca di Villabate sarebbe coinvolta in un vasto giro di scommesse clandestine che dal 2001 al 2003 avrebbero fruttato ogni giorno 100 mila euro.


Il pm della Dda palermitana Marcello Viola ha chiesto il rinvio a giudizio di 126 indagati fra cui spicca il nome di Nicola Mandalà, figlio del capocosca di Villabate che ha organizzato il viaggio in Francia di Provenzano per sostenere l’intervento alla prostata del boss. Il 25 settembre nell’aula bunker del carcere di Pagliarelli si celebrerà la maxi udienza dinanzi al gup di Palermo. Secondo l’accusa il gruppo  malavitoso interveniva anche drogando i cavalli e corrompendo i fantini per pilotare le gare.  Fondamentali per le indagini si sono rivelate le deposizioni di tre pentiti: Francesco Campanella, Mario Cusimano e Toni Tanurella. Tanurella ha raccontato che nel 2001 fu il palermitano Giosuè Castrofilippo a fargli conoscere Giuseppe Trinca e Francesco Leone, che gli avrebbero affidato l’incarico di esattore del pizzo della famiglia di Corso Calatafimi. Castrofilippo, ha detto il pentito, organizzava e gestiva le scommesse clandestine, mentre Leone era addetto a riscuotere il pizzo dai commercianti di Corso Calatafimi e gli introiti delle macchine di video poker imposti a bar ed altri esercizi commerciali. Le intercettazioni telefoniche hanno rivelato l’operato di due organizzazioni dedite alle scommesse clandestine: una riconducibile a personaggi della famiglia di Passo di Rigano, l’altra avrebbe agito come comitato spontaneo dei CTST, Centri Trasmissione Scommesse Telematiche. Per la Procura antimafia di Palermo il CTST si proponeva come garante degli interessi dei “Centri trasmissione dati e internet point” che raccoglievano le scommesse italiane per girarle via telematica a bookmakers stranieri. Una sentenza della Corte di Cassazione ha però dichiarato illegale raccogliere scommesse in Italia senza autorizzazione o concessione. I boss palermitani, stando alle investigazioni, avrebbero preso il posto di bookmakers italiani o stranieri per lucrare sui soldi degli scommettitori e per riciclare gli introiti dei traffici di droga o delle estorsioni.
 
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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


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    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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