La Rivista
Salvatore Borsellino
Intervista a Salvatore Borsellino | Intervista a Salvatore Borsellino |
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Nel video l'intervista rilasciataci da Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso dalla mafia il 19 Luglio 1992. Riportiamo di seguito anche la trascrizione dell'intervista, per chi avesse una connessione lenta e quindi non riuscisse a vedere il filmato con facilità.
Intervistatore: Uno dei punti più
oscuri e cruciali della fine di suo fratello è forse quello dell’agenda
rossa, l’agenda sottratta dal luogo della strage, definita da Marco
Travaglio come la “scatola nera della Seconda Repubblica”. Lei in
questi anni si è mai immaginato chi potrebbe averla presa, e dove
potrebbe essere finita? Salvatore: Io sono convinto, per le modalità con cui è stata sottratta, che doveva trattarsi di qualcuno che sapeva che Paolo era solito portarla in quella borsa, e che la usava per prendere i suoi appunti, quindi io credo che sicuramente l’agenda non sia stata sottratta da mafiosi, ma dai servizi segreti. Su questo non c’è alcun dubbio, da parte mia. D’altra parte io spero che al capitano Arcangioli (il capitano dei carabinieri che fu ripreso mentre si allontanava dall’auto devastata del giudice con in mano la suddetta borsa, N.d.R) sia data la possibilità di difendersi, altrimenti resterà per sempre questo dubbio: cioè che lui abbia consegnato l’agenda a qualcuno dei servizi segreti, oppure che egli stesso ne faccia parte. Non è possibile che non gli sia data questa possibilità di difendersi, perché io politicamente non condanno nessuno, però allora lui ci deve spiegare perché ha preso quella borsa e a chi l’ha portata: perché lo si capisce chiaramente, anche da quel video che ritrae quel momento, che lui la borsa la sta portando a qualcuno, non c’è dubbio. I: Un altro buco nero di questa vicenda, che emerge anche dall’agenda, è il famoso incontro avvenuto il 1°luglio 1992 al ministero dell’Interno, tra suo fratello Paolo e l’allora ministro Nicola Mancino; un incontro da alcuni ritenuto un incontro “fantasma”. Lei… S: Ma guarda, non è assolutamente un incontro fantasma perché ne esistono svariate prove, innanzitutto la testimonianza dello stesso Paolo, il quale nella sua agenda più piccola che era solito lasciare a casa, e che quindi non fu sottratta, scrisse “1°luglio, ore 19, Mancino”: e questa è la prova principe, secondo me, perché pare addirittura che Paolo scrisse quest’annotazione dopo l’incontro, visto che l’agenda non l’aveva con sé. Poi ci sono tante altre testimonianze, c’è quella del dottor Aliquò che è il sostituto procuratore che stava interrogando Mutolo insieme a Paolo, il quale accompagnò Paolo fino alla porta di Mancino. C’è anche la testimonianza di Gaspare Mutolo, il quale io ritengo da questo punto di vista più attendibile dello stesso Mancino, poiché il ministro invece si nasconde dietro ad amnesie e giustificazioni che se non fossero tragiche sarebbero addirittura puerili: un ministro della Repubblica non può avere l’impudenza di affermare di non ricordarsi se, tra i tanti giudici incontrati in quei giorni, ci fosse anche Paolo Borsellino. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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