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Salerno-Reggio, l'autostrada dei clan | Salerno-Reggio, l'autostrada dei clan |
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L´inchiesta Il 18 giugno il Tar si pronuncerà sul provvedimento a carico del colosso delle costruzioni Si chiama "costo sicurezza", spunta in tutti i contratti. "Perché lo Stato non ci protegge?" Il capo area di Condotte spa, l´ingegnere Giovanni D´Alessandro, il più influente fra i manager dei gruppi imprenditoriali che si aggiudicano i grandi appalti pubblici in Calabria, spiega a Roma come vanno le cose laggiù: «Ho inserito una nuova riga nei contratti, ci ho messo un costo fittizio di stima di un 3 per cento sui ricavi e l´ho chiamato costo sicurezza Condotte Impregilo». Una riga, solo una riga di un protocollo per poter scavare con tranquillità nel ventre di un´altra collina e non vedere saltare in aria un altro cantiere. L´«ambiente» è quello: terre di ´ndrangheta, da Cosenza fino allo Stretto dove anche le imprese più potenti d´Italia devono sottomettersi alla legge dei «calabresi». Pagano. Pagano tutti e pagano sempre. E la Confindustria, che nemmeno un anno fa aveva appoggiato la rivolta dei siciliani con la rivoluzionaria mossa di «buttare fuori dall´associazione chi versa il pizzo», in Calabria sembra voltarsi dall´altra parte e far finta di niente. Nella regione italiana dove spadroneggia quella che è la criminalità più pericolosa d´Europa - il presidente Bush l´ha inserita una settimana fa nella "Blacklist" del narcotraffico mondiale - la linea dura di Confindustria qui non passa e non vale. Anche il «pizzo» non è uguale per tutti. È in questa Calabria presa d´assalto dalle sue 144 «famiglie» che nei prossimi anni si annunciano 12 grandi opere per un valore di 15,8 miliardi di euro. E poi altri 27,5 miliardi saranno distribuiti per il «sistema ferroviario» e il famigerato Ponte. Un albero della cuccagna. È qui che si allunga quell´autostrada che dal 1997 è sempre un cantiere aperto. Maxi lotti, dazio obbligatorio per tutti, il 3 per cento di quel «costo sicurezza» che è diventata una voce quasi ufficiale nei bilanci delle imprese che scendono da Roma o dal Nord. L´ultima inchiesta sulla Salerno-Reggio - una delle tante affiorate dalle paludi giudiziarie calabresi - racconta come i Piromalli e i Molè, i Bellocco, i Bonarrigo, i Mancuso e i De Stefano hanno «ammodernato» tratto dopo tratto l´autostrada e come una grande impresa - la Condotte spa - è stata in un modo o nell´altro costretta a piegarsi ai loro ricatti. Un colosso delle Costruzioni, la terza per fatturato in Italia, un giro di affari di 730 milioni di euro con un utile nel 2006 di circa 7 milioni, duemila dipendenti, quasi un secolo e mezzo di storia con appalti e con lavori già iniziati o ultimati in ogni parte del mondo. Ponti in Argentina, l´Alta Velocità sulla Roma Napoli, il Mose a Venezia, porti industriali e linee ferroviarie in Algeria, la Nuvola di Fuksas all´Eur, dighe, metropolitane, impianti idroelettrici. Un impero, quello della Condotte spa, che dal 23 marzo scorso non ha più il certificato antimafia. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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