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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow La zona flegrea invasa dai rifiuti
La zona flegrea invasa dai rifiuti PDF Stampa E-mail

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3 giugno 2008
In difficoltà anche molti Comuni vesuviani
 

 
 
 
 




LUIGI CIOTTI
Consola che, in mezzo a tanti "reality" che ci anestetizzano ogni giorno dallo schermo televisivo, ci sia ancora lo spazio e la possibilità per qualche documento-verità, come Biutiful cauntri. Di spazio magari ce n´è poco: il sistema culturale e mediatico nel suo complesso, non solo quello televisivo, sembrano spesso refrattari a ospitare analisi e parole scomode, come sempre è scomoda la verità. Ma c´è la passione civile e il coraggio di chi quella possibilità la costruisce, faticosamente, ma con determinazione. E anche nell´industria culturale c´è chi è disponibile a mettersi in gioco, a scommettere sul fatto che l´impegno civile non sia necessariamente un cattivo affare.

Così un viaggio vero nel Paese reale, come questo di Esmeralda Calabria, Andrea D´Ambrosio e Peppe Ruggiero, può essere conosciuto e circolare, informare, documentare e augurabilmente scuotere coscienze un po´ distratte e assopite. Chissà se saremo mai in grado di appurare davvero l´entità della strage invisibile e perfida, che intossica attraverso l´aria, l´acqua, la catena alimentare, causata dalle mani camorristiche sul ciclo dei rifiuti. Chissà se si riuscirà prima o poi, grazie all´importante lavoro di tanti magistrati e investigatori, a fare pagare a questi signori il reato di strage, oltre a quello di disastro ambientale. Perché, oltre ai nomi e alle storie degli uccisi, bisogna ricordare che, assieme e prima ancora, le mafie assassinano il territorio, le città, i luoghi e la condizione stessa della vita. Una «mattanza ambientale, cinica, violenta, feroce, anche se non spara e non uccide», la definiscono gli autori. Proprio come avviene a Napoli e in Campania, ferite a morte non già dai rifiuti e dalla diossina, che avvelena uomini e animali, fiumi e campagne, ma dall´impresa criminale che li gestisce, che impedisce soluzioni razionali, efficaci e durature. Perché il malaffare, l´intreccio tra criminalità e cattiva politica, attecchiscono e ingrassano laddove i problemi vengono lasciati marcire, trasformati in emergenza. E l´emergenza è sempre una comoda coperta dietro cui mascherare illeciti e complicità, business e veloci arricchimenti, uno schermo che consente procedure d´urgenza, deroghe ai controlli, scarsa trasparenza, consulenti e stanziamenti. I 14 anni di "emergenza infinita", cominciati con la nomina del primo commissario straordinario nel 1994, in Campania hanno portato circa due miliardi di euro, «spesi per finanziare un grande carrozzone politico. Maestranze, ingegneri, consulenti, tecnici, politici». Ma, viene giustamente osservato, se un´emergenza dura da 14 anni, non è più tale, è diventata "normalità". Eppure, è anche il loro lavoro, le immagini dell´omonimo film con la loro regia e ora le pagine di questo libro che diventano fatti, azioni, stimoli, emozioni e dunque ci ricordano che se è vero che le parole sono diventate stanche, se rischiano di scadere in vuota retorica o di perdersi nel pozzo delle buone intenzioni, se mascherano le responsabilità, le incompetenze e talvolta le complicità della politica e delle amministrazioni, se possono trasformarsi in un avvolgente e mistificante muro di gomma, se possono dunque costituire la malattia, allo stesso tempo sono la necessaria medicina, lo strumento della riscossa, la condizione del cambiamento, il mezzo di disvelamento delle verità nascoste, di scuotimento dalla rassegnazione e dalla passività, l´antidoto alle tossine dell´indifferenza e anche a quelle del potere, con le sue lusinghe, i suoi piedistalli, le sue distanze. Agli albori della impresa ecocriminale, nel sistema di alleanze, complicità e cointeressenze non vi sono solo boss e camorristi: a fare affari assieme a loro vi sono massoni, avvocati, assessori, imprenditori. Il problema dei rifiuti non dipende solo dal tallone di ferro imposto al territorio da parte delle organizzazioni criminali. C´è, in generale, una questione di politiche efficaci che devono essere messe in campo, di culture diffuse che occorre promuovere, di una complessiva visione della gestione delle città e dei beni comuni che metta al centro le persone e la loro salute come valore primario, inderogabile. Bisogna ridurre i rifiuti, razionalizzare i consumi, riutilizzare e riciclare, educare a comportamenti responsabili, moltiplicare le iniziative delle associazioni, come quella meritoria di Legambiente "Puliamo il mondo". Ci sono strategie di medio e lungo respiro da mettere in atto, culture che vanno pazientemente costruite e promosse, a partire dalle famiglie e dalle scuole. Ma, assieme e adesso, c´è questa "non-emergenza" del sistema ecocriminale, con la sua quotidiana devastazione del territorio e avvelenamento della popolazione, da affrontare e da battere. E prima ancora da disvelare completamente. Un compito che non può essere delegato solo alle istituzioni e agli investigatori. Ci riguarda tutti. Tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo. Attraverso l´impegno civile, informandoci e documentandoci, imparando il coraggio della memoria e della denuncia, di cui questo libro è una preziosa testimonianza. L´autore è presidente di Libera, il brano è tratto dalla prefazione del dvd+libro "Biutiful cauntri" .

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    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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