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Bambino ferito con colpo pistola nel reggino, e' grave PDF Stampa E-mail

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6 giugno 2008
Melito Porto Salvo(RC).
Un bambino di quattro anni è stato ferito stasera in modo grave con un colpo di pistola sul lungomare di Melito Porto Salvo.





Il colpo che ha ferito il bambino è stato sparato da una persona il cui obiettivo era un pregiudicato che era in sella ad una bicicletta. Il bambino, che si trovava insieme ad altri coetanei, è stato portato negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria, dove adesso viene sottoposto ad accertamenti. Sul ferimento hanno avviato indagini i carabinieri.

ANSA



MELITO PORTO SALVO (REGGIO CALABRIA), 6 GIU - E' ricoverato in prognosi riservata negli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, ma non sarebbe in pericolo di vita, un bambino di quattro anni ferito stasera con un colpo di pistola, a Melito Porto Salvo, mentre giocava. Il proiettile era destinato ad un pregiudicato Il colpo che ha ferito il bambino, figlio di un agente della polizia penitenziaria, Carmelo Laganà, è stato sparato da un uomo che, a bordo di uno scooter, assieme ad un complice, ha fatto fuoco contro Francesco Borrello, di 50 anni, colpito alle gambe in maniera non grave. Il bambino ferito nell'agguato stava partecipando sul lungomare della cittadina ionica del reggino, assieme ad altri suoi coetanei, ad una festa di fine anno scolastico organizzata dal plesso del circolo didattico Megali nella piazza antistante il santuario di Santa Maria di Porto Salvo. Uno dei colpi sparati contro Borrello ha raggiunto il volto del bambino penetrando all'altezza del mento e, dopo avere attraversato la gola, con una traiettoria orizzontale, si è fermato all'altezza della nuca, alla base della scatola cranica. Il bambino è stato portato nell'ospedale di Melito Porto Salvo da dove, per la gravità delle sue condizioni, è stato trasferito negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria. Il proiettile, secondo quanto è emerso dagli accertamenti cui è stato sottoposto il bambino, non avrebbe provocato danni gravi, ma la situazione è giudicata "delicata". Per questo i sanitari si sono riservati la prognosi. Il vero obiettivo dell'agguato, Francesco Borrello, era stato arrestato nel 2004 nell'ambito delle indagini per un duplice omicidio seguito ad una lite, avvenuto fuori da una sala giochi. In quella circostanza vennero uccisi Santo Carmelo Zampaglione e Giulio Verderame. Borrello, che in primo grado era stato condannato a 16 anni di reclusione, in appello aveva subito una condanna a tre anni e quattro mesi per eccesso colposo di legittima difesa. I carabinieri stanno verificando se l'agguato di stasera sia da collegare ad una vendetta per il duplice omicidio di Zampaglione e Verderame o sia riconducibile ad altri fatti. Il ferimento del bambino ha provocato a Reggio Calabria enorme scalpore. Decine di persone, parenti e amici dei genitori, si sono recati in ospedale per seguire l'evolversi della situazione. Carmelo Laganà, insieme alla moglie, Stefania Gurnari, si è abbandonato a scene di disperazione. "Tutto è successo - ha detto - in un momento in cui mi ero allontanato dalla festa che era in corso per la fine dell'anno scolastico per prendere le batterie della macchina fotografica. Quando sono tornato sul posto ho visto mio figlio a terra in un lago di sangue. E' stata una scena terribile". La madre del bambino, Stefania Gurnari, è rimasta seduta in un angolo dell'anticamera del reparto di chirurgia ed ha rifiutato qualsiasi contatto con i giornalisti. Attorno a lei parenti ed amici che hanno tentato inutilmente di confortarla. Il piccolo è stato sottoposto ad angiotac. L'esito dell'esame consentirà ai sanitari di esaminare in modo specifico la situazione e decidere se e come procedere all'asportazione del proiettile.

ANSA
 
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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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    In questo numero:

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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
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