| Riaperti gli stabilimenti della Calcestruzzi spa |
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La società bergamasca che fa parte del gruppo Italcementi era stata chiusa il 22 dicembre scorso in seguito all'indagine della Dda di Caltanissetta per presunte infiltrazioni mafiose e per l'impiego di calcestruzzo depotenziato. Dopo l'inchiesta giudiziaria nella società sono stati rinnovati gli impianti, aggiornato il personale ed è stato cambiato il management. Inoltre con la riapertura degli impianti è stato rinnovato anche il prodotto. Un nuovo tipo di calcestruzzo superfluido è stato lanciato in sicilia al quale sarà impossibile aggiungere acqua grazie ad alcuni accorgimenti tecnici adottati nelle betoniere dopo essere stato testato a livello nazionale nei laboratori di ricerca In conferenza stampa, il direttore generale della Calcestruzzi, Claudio Cervellati, assieme all'amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara ha spiegato che <<gli impianti sono stati ristrutturati con una tecnologia all'avanguardia che ci consentirà di essere i leader nella produzione di qualità nell'isola>>. Secondo gli ultimi dati statistici nella Calcestruzzi Spa siciliana operano 240 aziende per un totale di 280 impianti. La società detiene una quota di mercato pari al 3,4% con un volume di calcestruzzo prodotto negli undici impianti pari a 159 chilometri cubi. <<Pur non essendo leader in Sicilia come volume di produzione -- ha detto l'amministratore Cervellati -- vogliamo esserlo per qualità dei prodotti>>. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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