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Antimafia Duemila

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Home arrow Informazione arrow Cronaca arrow 83 reati al giorno contro l'ambiente
83 reati al giorno contro l'ambiente PDF Stampa E-mail

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di Dora Quaranta - 4 giugno 2008
Roma.
Ogni giorno in Italia vengono compiuti 83 reati contro l’ambiente, oltre 3 reati ogni ora, 30 mila l’anno. 239 famiglie criminali coinvolte.       



Nel 2007 le ecomafie hanno fatturato 18 miliardi e 400 milioni di euro. Nello stesso anno sono stati accertati 30.124 illeciti (27,3% in più rispetto al 2006), 9.074 sequestri effettuati, oltre 4.800 reati per violazione della normativa sui rifiuti. Sono solo alcune delle cifre riportate dal rapporto annuale “Ecomafia 2008” di Legambiente presentato oggi a Roma. <<Aumentano i reati, le persone denunciate, i sequestri effettuati e i clan – si legge nel documento - nel 2007 tutti i numeri dell’illegalità ambientale in Italia crescono in maniera preoccupante. Crescono in particolare gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti>>. La Campania è al primo posto per le illegalità ambientali, seguita dalla Calabria e dalla Puglia. Dall’Italia i rifiuti prendono la direzione di Hong Kong, Tunisia, Pakistan, Senegal, Cina; nel nostro paese arrivano rifiuti dalla Croazia, Serbia, Albania. Tra i gruppi criminali si distinguono i Casalesi per la loro “multifunzionalità”: il clan infatti gestisce il ciclo del cemento, dei rifiuti, il racket degli animali, i traffici nel settore agricolo. Per le illegalità nel ciclo dei rifiuti la Campania è sempre al primo posto; il Veneto ha compiuto un balzo rispetto allo scorso anno: dal sesto posto ora è al secondo ed attesta come il nord sia zona di procacciamento dei rifiuti industriali smaltiti nelle regioni centrali e meridionali e sito finale. La Puglia è salda al terzo posto; nei terreni agricoli del foggiano finiscono i rifiuti del centro nord spacciati per compost. 4 miliardi e 500 milioni di euro sono gli introiti delle ecomafie provenienti dalla Rifiuti Spa. Legambiente avverte che è come se fosse finita nel nulla una vera e propria montagna di rifiuti alta 1.970 metri con una base di 3 ettari. Rifiuti che non figurano lavorati nel normale ciclo di smaltimento, ma si sono letteralmente volatilizzati. 15 miliardi di euro è il giro d’affari della criminalità nel settore agricolo che commette oltre cento reati al giorno. Legambiente anche quest’anno ha proposto di inserire i delitti contro l’ambiente nel Codice Penale.
 
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    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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