Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Nov 22nd
Home arrow Informazione arrow News arrow La ‘Ndrangheta inserita nel “Kingpin Act” Usa.
La ‘Ndrangheta inserita nel “Kingpin Act” Usa. PDF Stampa E-mail

casa-bianca.jpg

di Aaron Pettinari - 1 giugno 2008
Son passate poche settimane da quando Mark Philip, vice – ministro della giustizia americano, in una recente visita in Italia aveva spiegato che la ‘Ndrangheta era diventata per gli States  “una minaccia molto seria al rispetto della legge, che sta aumentando il suo potere e la cui minaccia non intendiamo sottovalutare”.

 

Detto fatto. La Casa Bianca ha inserito ufficialmente la criminalità calabrese nell’elenco delle 75 principali organizzazioni dedite al narcotraffico, al pari dei narcos messicani e colombiani, più pericolosa di “Cosa Nostra”. Una lista nera che è meglio conosciuta come “Foreign Narcotics Kingpin Designation Act”, creata alla fine degli anni novanta, che individua i gruppi non americani dediti al traffico di droga al fine di colpirli anche sul piano finanziario. Nel pratico sarà possibile sequestrare e colpire tutti i beni di quei soggetti ritenuti vicini ai clan calabresi bloccando l’accesso al sistema finanziario statunitense. I dati in possesso della Direzione nazionale antimafia parlano della capacità delle famiglie calabresi di inserirsi “nei rapporti diretti con i cartelli sudamericani” un fatto che da a queste il primato nel traffico in Europa e non solo. Se il 60 % della produzione di cocaina sbarca negli Usa, il resto attraversa l’Oceano fino al vecchio continente. I clan della Locride soprattutto, ma anche le famiglie del vibonese e di Gioia Tauro controllano almeno il 15 % di questo giro d’affari. Nicola Gratteri, magistrato della Dda di Reggio Calabria, non è per nulla meravigliato della decisione statunitense: “E’ un dato che mi era noto. Mi risulta, tra l’altro, che nell’elenco stilato dal presidente Bush la ‘Ndrangheta sia stata inserita prima di Cosa Nostra tra le organizzazioni criminali più pericolose nei confronti degli Stati Uniti”. “E’ la presa d’atto – continua Gratteri – di una realtà che noi ben conosciamo e di cui da anni sottolineiamo la pericolosità. Così come da tempo denunciamo l’assoluta inidoneità del sistema giudiziario non solo italiano, ma europeo e mondiale, per fronteggiare l’espansione sempre più forte degli interessi e del potere della ‘Ndrangheta”.

 

 
< Prec.   Pros. >
Advertisement

  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 891
Notizie: 6435
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2903170

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg