Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Nov 22nd
Home arrow Informazione arrow Cronaca arrow L'intervento di Giovanna Maggiani Chelli
L'intervento di Giovanna Maggiani Chelli PDF Stampa E-mail
Indice articolo
L'intervento di Giovanna Maggiani Chelli
Pagina 2
Pagina 3


Non crediate che la mafia corleonese abbia creato alle nostre famiglie, meno dolore di quanto ne crearono i nazisti a Firenze, mi permetto di fare il paragone vista la tragicità dei fatti. Certo i numeri sono importanti, nel corso del 1944 tutta Firenze ha patito l'occupazione nazista, per gli eventi del 1993 invece solo un numero limitato di persone ha sentito il dovere di combattere, di resistere contro "cosa nostra"; lo dicono i numeri, solo 51 parti civili si sono costituite contro Riina Salvatore e Graviano Giuseppe in sede civile e inoltre abbiamo anche dovuto sentirci dire, proprio per questa "resistenza" che "lucriamo".
Saremmo dunque noi quelli che lucrano, noi che chiediamo a "cosa nostra" conto del male che ci ha fatto, per sanare i conti dissestati della nostra vita distrutta e dare speranza a chi deve andare all'estero per curarsi perché in questo Paese le medicine non funzionano, o piuttosto lucrano coloro che non si sono mai fatti carico di ciò che la mafia ha fatto a Firenze e a tutta l'Italia?
Noi chiediamo di essere ascoltati, chiediamo di poter avere giustizia e che sia detta la verità su questa strage, chiediamo di poter vedere corrisposto il giusto risarcimento per i danni subiti attraverso uno strumento, il Fondo 512 dello Stato, che per questo scopo è stato istituito, altro che lucrare.
I tre anni nei quali è durata la causa civile sono stati per noi di sofferenza con il dolore che si rinnovava ad ogni passaggio del processo, tre anni di ansie in attesa dei risarcimenti per curare i malati gravi resi così dal tritolo di Riina. E ora non solo sembrerebbero mancare i soldi ma dobbiamo anche temere che possano attribuirci la sola connotazione di vittime del terrorismo le quali non hanno un fondo di solidarietà e così tutto sarebbe sistemato. Per inciso vorrei aggiungere che è un errore non avere previsto un fondo dello stato anche per le vittime di terrorismo, come cominciammo a dire in tempi non sospetti.
Siamo sconcertati da tutto ciò e quindi concedeteci di dire che noi ne abbiamo le tasche piene di parlare di monumenti, che ci siano ridati i morti e ai feriti sia restituita una vita normale, si tolga dai loro occhi la disperazione mentre ci guardano e ci chiedono aiuto, così forse anche noi potremmo permetterci di fare dei bei discorsi sui monumenti. E per concludere, vorrei dire ben venga la presenza di esperti finanziari nelle procure, come si è auspicato di recente in un convegno europeo promosso da autorevoli esperti del settore, così in futuro quando a qualcuno verrà voglia di fare un'altra strage, le indagini degli esperti di finanza potranno trovare i canali bancari e i nomi degli intestatari dei conti correnti attraverso i quali sono transitati i soldi per pagare gli esplosivi delle stragi, perché in qualche conto dovranno pur esserci stati, non credo che fossero nascosti sotto il pianale di un rimorchio come hanno fatto con l'esplosivo.
Ma mentre si parla di propositi così importanti, non si dimentichi che noi siamo ancora qui come 15 anni fa, e non solo non possiamo permetterci di volare alto, non siamo neppure in grado di curare i malati; è vero abbiamo avuto sentenze passate in giudicato per il gotha di cosa nostra in soli quattro anni, e chi ne ha avuto il merito è giusto che se lo goda ma nessuno ci può impedire, allo stato dei fatti, di avere qualche recriminazione sulla rapidità con cui si è spedita in carcere "cosa nostra", e questo lo dico per noi perché ci sentiamo beffati, ma lo dico anche a nome di quei magistrati che hanno dato anni di vita lavorando freneticamente intorno a quelle indagini e a quei processi e che come Gabriele Chelazzi, hanno faticato duramente arrivando a soccombere.
Non si voglia però intendere o credere che non abbiamo esultato per quelle sentenze penali, certo che anche noi abbiamo esultato, e per due validi motivi: primo perché la mafia se ne è andata in galera a vita dopo solo quattro anni di processi, secondo perché intravedevamo nel tempo la possibilità per i malati di potersi finalmente curare con i risarcimenti che sarebbero derivati dalle successive cause civili. A questo punto chi deve, ci dica che cosa ci è rimasto in mano grazie alle leggi di questo Paese che vuole essere giusto e democratico ed è disposto ad annullare il 41 bis, l'ergastolo e quant'altro, ma obbliga le vittime ad andare in piazza con gli striscioni a chiedere il rispetto dei propri diritti.
Io vi chiedo di scusare, se potete, questo mio sfogo ma ho ritenuto doveroso dire ciò che ho detto per la memoria dei morti ma soprattutto per la vita di coloro che sono rimasti feriti o hanno contratto gravi malattie a seguito della strage, perché ritengo sia stata fatta una grande ingiustizia nell'accusarci di ingratitudine nei confronti del lavoro dei magistrati o, ancor peggio, di connotarci come coloro che vorrebbero lucrare su questa vicenda. Noi crediamo che questi punti di vista, a nostro giudizio distorti, siano anche figli di una cattiva e scarsa informazione su tutta questa vicenda, che ha portato le persone ad avere una visione errata dei fatti, e per questo quindi non gliene vogliamo fino in fondo.
Vi ringrazio per la pazienza, e invito i ragazzi a porre molta attenzione a quanto diranno loro i Magistrati, come già ne hanno mostrata per ciò che hanno detto i rappresentanti delle istituzioni, così da poter avere un quadro completo delle diverse opinioni, se saranno poi diverse.
Noi abbiamo lavorato tutto l'inverno per questo incontro, non volevamo questa sala VUOTA, come da troppi anni avveniva, perciò abbiamo lavorato nelle scuole spendendo molte energie per trasmettere ai ragazzi il nostro pensiero, con lo scopo, tra gli altri, di avere questa mattina davanti a questo autorevole tavolo, degli uditori informati sul punto di vista delle vittime della strage di Firenze, degli studenti che devono formarsi, capire e diventare gli uomini e le donne di domani, uomini e donne preparati, non inquadrati. E ne spenderemo molte di più l'anno prossimo, e negli anni a venire, di energie se avremmo i supporti economici necessari.
Raccogliete quindi il frutto del nostro lavoro, ascoltate gli esperti e fate tesoro di ciò perché il futuro è vostro. Noi abbiamo perso.

Giovanna Maggiani Chelli

 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 891
Notizie: 6437
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2904977

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg