| L'intervento di Giovanna Maggiani Chelli |
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Pagina 2 di 3 Sulla questione dei mancati risarcimenti dei danni, come avete sentito altri hanno espresso il loro interessamento su questo aspetto della nostra vicenda come il Vice Presidente della regione Toscana Gelli che si è fatto portavoce delle nostre istanze presso il Governo, il Presidente del Consiglio comunale di Firenze Eros Cruccolini che si è fatto portavoce delle medesime istanze presso il commissario del Fondo 512 Dott. Profili e il commissario per i beni confiscati alla mafia Dott. Maruccia, il consigliere comunale Leonardo Soldati del Comune di Pistoia che ha presentato un ordine del giorno nel quale si invita il governo a finanziare il Fondo 512 e in tal senso una mozione è stata presentata nel consiglio comunale di San Casciano e al signor Sindaco di questo comune. Da parte nostra, abbiamo reso noto questo fatto relativo al Fondo 512, per la prima volta il 27 Febbraio scorso durante una conferenza stampa che tra l'altro è stata per noi funestata da un'ulteriore ragione di amarezza, perché proprio in quell'occasione venne reso noto che le indagini sulle stragi del 1993 a Firenze erano chiuse definitivamente. Insomma facendo, come dicevo poc'anzi, un poco di bilancio ci siamo trovati in una situazione di decisa negatività, con i mafiosi pronti per essere mandati a casa quanto prima secondo le leggi vigenti, le cause civili irrisolvibili a causa della mancanza di soldi nel fondo di solidarietà per le vittime di mafia, visto che la confisca dei beni ai mafiosi pare non dare i suoi frutti, e infine le indagini sui mandanti della strage chiuse definitivamente; insomma ci è sembrata un poco la festa della mafia e tutto questo a ridosso delle recenti elezioni politiche. Che cosa possiamo fare? Credo che abbiamo il dovere di porci questa domanda altrimenti saremmo noi i criminali se questa mattina, di fronte ai nostri morti, fossimo qui con il vestito buono a dire che tutto va bene e che in fondo abbiamo avuto giustizia, anche se solo a metà, dopo appena quattro anni di iter processuale. Vorrei soffermarmi ancora un poco sulle cause civili perché mi è utile per parlarvi di un altro aspetto delle nostre vicende, della solidarietà. Chi in questo Paese avrebbe mai immaginato che con 51 sentenze immediatamente esecutive in mano emesse da un Giudice, ci saremmo sentiti dire dallo Stato "ragazzi non c'è una lira. Quando abbiamo fatto il Fondo 512 abbiamo scherzato, era una bufala"? Anche perché fino al 2007, quindi l'anno appena trascorso, dati alla mano, le vittime di mafia che hanno intrapreso le cause civili sono state in qualche modo risarcite. A noi invece nel 2008 hanno detto: non ci sono più soldi e siamo rimasti così stupiti di ciò che siamo scesi in Piazza varie volte, anche con cartelli. Penso che forse alcuni di voi ci avranno anche visto con gli striscioni in via dei Georgofili e davanti alla prefettura di Firenze, e devo tuttavia lamentare una certa mancanza di solidarietà; proprio per questo il nostro manifesto di quest'anno recita: Eppure Firenze ha dimenticato |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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