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Antimafia Duemila

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Mala del Brenta voleva uccidere Giuliano PDF Stampa E-mail

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29 maggio 2008
Palermo.
Alessandro Giuliano, il funzionario di polizia che secondo il collaboratore di giustizia Raffaele Vassallo doveva essere ucciso dalla mala del Brenta.



E' il figlio di Boris Giuliano, il capo della Mobile di Palermo assassinato il 21 luglio del 1979 dal boss Leoluca Bagarella mentre prendeva un caffé nel bar sotto casa.
Alessandro Giuliano oggi è il capo della Squadra mobile di Venezia; quando la mafia gli uccise il padre aveva 12 anni. Lui ha deciso di fare lo stesso lavoro e di correre gli stessi rischi. In un libro su Boris Giuliano scritto dal giornalista Daniele Billitteri, che verrà presentato domani a Palermo, Alessandro lo ricorda così: "Tante volte mi dicevano: tuo padre era un eroe, e io dentro di me pensavo: 'Un eroe? Ma se era un uomo cosi' semplice, così alla mano, così allegrò. Solo dopo anni ho capito che mio padre era veramente un eroe. Lo era proprio per la sua semplicità, per la sua spensieratezza, per come amava la gente, proprio per come amava scherzare, prendere in giro i suoi amici, per come sapeva mettersi a quattro piedi e giocare con i suoi figli, oppure aiutarli a fare i compiti o portarli a vedere un film per bambini, Un eroe normale, lo chiamerei".

ANSA



Mala del Brenta: progettava omicidio Pm e Poliziotti

29 maggio 2008
Venezia.
Indagini sono in corso a Padova sulle dichiarazioni fatte ieri dal collaboratore di giustizia Raffaele Vassallo che, in un'udienza del processo sulla mala del Brenta, ha riferito di un progetto per un'evasione di massa dal carcere di Vicenza e per uccidere un magistrato, i capi della squadra mobile di Padova e Venezia e un collaboratore di giustizia. Il progetto è stato raccontato da Vassallo che era rinchiuso nel carcere berico assieme a Lucio Calabresi e Mariano Magro. Nel mirino della mala erano finiti il pm Renza Cescon che ha indagato sugli "eredi" di Maniero, l'ex capo della Mobile di padova Carmine Damiano, l'attuale Marco Calì, il capo della Mobile di Venezia Alessandro Giuliano e il "pentito" Stefano Galletto. Vassallo, ex carabiniere condannato per una serie di rapine tra Lombardia e Veneto - riferiscono alcuni quotidiani locali - è stato ascoltato nel corso del processo per l'assalto a un portavalori (avvenuto nel 1992) e ha sostenuto di aver ricevuto un'offerta di 100 mila euro per uccidere con l'esplosivo i nemici della mala. Gli avvocati degli imputati, a nome dei loro assistiti, hanno già respinto ogni accusa.

ANSA
 
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    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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