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Sparisce il "salvaRete4" Veltroni: battuti da noi | Sparisce il "salvaRete4" Veltroni: battuti da noi |
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ROMA. Il governo riscrive l'emendamento sulle frequenze tv che l'opposizione vedeva come un tentativo di salvare Retequattro e le minoranze (Pd, Italia dei valori, Udc) in cambio rinunciano all'ostruzionismo mettendo così al riparo la conversione del decreto legge «sugli obblighi comunitari» che scade l'8 giugno. Un provvedimento che, se approvato alla Camera stamani, per ottenere il via libera definitivo attende il voto del Senato. Il compromesso si raggiunge nel primo pomeriggio dopo un incontro tra il sottosegretario allo Sviluppo economico Paolo Romani e l'ex ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni. Romani consulta al telefono anche Silvio Berlusconi. Gentiloni insiste per il ritiro, Romani propone un testo che modifica la norma contestata. L'incontro ristabilisce un clima di dialogo tra i due campi politici che rischiava invece di svanire proprio sulla questione del sistema radiotv. Ed è a questo che si richiama il vice presidente di Mediaset, Piersilvio Berlusconi. L'avere riscritto l'emendamento al decreto salva infrazioni, dice, «è una decisione del governo: noi non commentiamo e lo faremo quando sarà approvato. Retequattro comunque non c'entra. Credo, invece, sia stata una mossa dettata dalla necessità di moderare i toni ». La lettura che dà dell'accaduto il leader del Pd, Walter Veltroni, è, al contrario, che «il governo ha provato una forzatura ed è stato battuto dall'opposizione che ha esercitato le sue prerogative». E aggiunge con particolare enfasi il dipietrista Massimo Donadi: «È una straordinaria vittoria dell'Italia dei valori contro una miserabile porcata dell'esecutivo». Una interpretazione respinta dal portavoce di Palazzo Chigi e del governo, Paolo Bonaiuti. «La sinistra scandisce Bonaiuti - prova a cantare vittoria ma non ce la fa ed è stonata. È stato spiegato e rispiegato loro che l'emendamento non era per salvare Retequattro. E loro hanno sollevato un polverone solo per dimostrare che esistono ancora». In dettaglio Romani riscrive il terzo comma quello che prevedeva «la prosecuzione nell'esercizio degli impianti di trasmissione» per tutti gli operatori autorizzati sull'analogico fino al 2012, data limite per il passaggio definitivo alla tecnologia digitale. Dietro queste parole le opposizioni hanno visto il tentativo di fare sopravvivere Retequattro il cui titolo a trasmettere è contestato e in attesa di una pronuncia definitiva della giustizia amministrativa. Tratto da: CORRIERE DELLA SERA 29 MAGGIO 2008 |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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