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Processo Fortugno: depone il maresciallo Stagliano' | Processo Fortugno: depone il maresciallo Stagliano' |
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di Aaron Pettinari –
29 maggio 2008
Era il 10 gennaio 2005. Due corpi vengono rinvenuti presso Raffio dell’Orologio di Fabrizia. Sono quelli di Roberto Cirillo e Cosimo Mamone. Gli indizi, secondo quanto riferito dal maresciallo dei Carabinieri Massimiliano Staglianò, dicono che sulla scena del duplice omicidio ci sarebbe stata una terza persona: Domenico Audino. La difesa dell’indagato per l’omicidio di Francesco Fortugno sostiene che questi si trovava presso Bianco dove, tra l’altro, avrebbe subito un attentato. “I fori riscontrati sul giubbotto che indossava l’imputato sono compatibili con quelli presenti sul sedile dell’Opel Astra” – ha dichiarato Staglianò evidenziando che – “dopo la denuncia del fratello di Mamone, e dall’analisi dei tabulati telefonici, siamo risaliti ad utenze riconducibili a Domenico Audino e Rocco Morabito, i quali, come si è successivamente verificato, intrattenevano rapporti con i Mamone, una famiglia di Fabrizia che risulta essere oggetto di interesse operativo”. Ad avallare le dichiarazioni di Staglianò c’è anche la testimonianza del pentito Domenico Novella che nel corso degli interrogatori aveva riferito dei legami con la presunta cosca di Fabrizia. Sempre il collaboratore di giustizia ha citato anche Antonio Dessì. A scatenare la polemica tra accusa e difesa questo episodio: durante il controesame dell’avvocato Minniti, difensore di Audino. Questi ha chiesto al teste se, con riguardo alla denuncia del proprio assistito dell'attentato di Bianco, si fosse raccordato con i carabinieri di Locri e se fosse a conoscenza di una relazione di servizio nella quale il tenente Stiller ipotizzava una ricostruzione alternativa, riconducendola ad un altro evento delittuoso avvenuto alcuni giorni prima. Staglianò ha riferito di essersi soffermato nel corso delle indagini su dati oggettivi, in seguito riscontrati e valorizzati dalle dichiarazioni di Novella: «Non su altro». Affermazione che ha acceso i toni tanto che la presidente Olga Tarzia è ripetutamente intervenuta per riportare la calma. Il proseguo dell’escussione del teste, è stata così disposta per il prossimo 5 giugno. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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