| Lombardo e Massimo Russo |
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di Salvatore Borsellino - 27 maggio 2008 In effetti le cose non stanno esattamemte in questi termini in quanto non conosco sufficientemente lo stesso Massimo Russo per potere dare un giudizio di questo genere che non potrebbe essere altro che azzardato. Sicuramente non ho nessun particolare appunto da fargli se non per avere accettato di essere arruolato da Clemente Mastella tra i collaboratori di Via Arenula, cosa che, visto il livello della mia stima nei confronti di Mastella, non posso sicuramente considerare come una cosa positiva. Più grave ai miei occhi potrebbe essere la sua insistenza nel proclamarsi tra i pupilli di Paolo a Marsala, mi risulta che chi veramente lo era, come Antonio Ingroia o Diego Cavaliero, ne abbiano addirittura pudore nel confermarlo quando gli viene riferito da altri. In ogni caso però quello che io, su sollecitazione di un giornalista amico, ho dichiarato, e che mi dispiacerebbe molto che fosse stato, spero non intenzionalmente, travisato, è che mi sento di concedere a questa operazione il beneficio del dubbio. In fin dei conti Lombardo non è Cuffaro (anche se da qualcuno ho sentito dire che è addirittura peggio), può essere assimilato (finio a prova o condanna contraria) al massimo ad un Bossi del sud, non vanta al suo attivo, come il suo predecessore, condanne per favoreggiamento di affiliati alla criminalità organizzata e nel suo palmarres c'è soltanto una assoluzione per prescrizione del reato presso la Procura di Catania per una storia di tangenti e qualche giorno di custodia in carcere, cosa che in mezzo alla pletora di inquisiti, condannati e via andando che riempie le aule dell'Assemblea Regionale Sicilia, costituisce quasi una patente di verginità. Aspetto di leggere tutto l'articolo che non sono ancora riuscito a procurarmi ma se le notizie che ho ricevuto finora fossero confermate non potrò fare altro che richiedere una smentita al giornale che ha pubblicato l'articolo e fidarmi un po' meno in futuro dei giornalisti, anche se amici. P.S. : Sono riuscito a procurarmi l'articolo grazie alla tenacia di Vanna Lora, che cura come meglio non potrebbe, la rassegna stampa di questo sito ed alla collaborazione di qualche amico residente a Palermo dato che il Giornale di Sicilia non dispone di un sito internet per la consultazione degli articoli pubblicati.. Il titolo recita : "Dai Giudici al fratello di Borsellino : si a Russo assessore". Nell'articolo è riportata, virgolettata, la seguente frase a me riferita: "Io invece voglio coltivare la speranza che anche tramite lui qualcosa in Sicilia possa cambiare. In Sicilia certi passaggi non avvengono di punto in bianco, e anche il sistema clientelare della politica può essere contrastato con l'azione di una persona che per la sua storia mi fa dire: ci si può fidare . Senza demonizzare l'altra parte ma sperando di non restare delusi". Direi che il concetto è sostanzialmente quello da me espresso ma se fosse stata inserita anche la frase dove parlavo del "beneficio del dubbio", forse la mia posizione, che così appare incondizionatamente a favore di Massimo Russo, avrebbe potuto essere meglio delineata. Ma, si sa, lo spazio è tiranno e i titoli non li fanno i giornalisti. Mi è successo di peggio! |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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