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Rassegna Stampa
Camorra arrestato latitante | Camorra arrestato latitante |
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Gli agenti della mobile di Napoli e del commissariato di San Giorgio a Cremano lo stavano seguendo da tempo e, grazie a una intercettazione telefonica sapevano che oggi sarebbe andato a prendere la tintarella a Varcaturo. Giunti sul posto, i poliziotti si sono avvicinati all'ombrellone: Abate si è alzato di scatto e ha tentato di fuggire, ma gli agenti lo hanno inseguito sulla spiaggia e lo hanno fermato dopo aver esploso alcuni colpi di pistola in aria, tra il panico degli altri bagnanti in spiaggia. Una volta fermato, il capo clan si è finto stupito dell'arresto e ha mostrato un documento con la sua foto ma un altro nome, nel vano tentativo di evitare le manette. Il 51enne latitante era in compagnia di tre uomini, due dei quali pregiudicati, che sono stati portati in questura e rischiano l'accusa di favoreggiamento. Abate nel 2007 era stato condannato a 45 giorni di arresti domiciliari, pena che stava scontando nell'ospedale di Messina perché affetto da diabete. Durante la degenza, il 19 agosto 2007, l'uomo era evaso, probabilmente dopo aver saputo che gli sarebbe stata notificata a breve una condanna definitiva a 14 anni e 4 mesi per associazione mafiosa e spaccio di stupefacenti. Da allora era ricercato. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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