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Home arrow Informazione arrow News arrow Camorra, 53 arresti tra gli affiliati ai Casalesi
Camorra, 53 arresti tra gli affiliati ai Casalesi PDF Stampa E-mail

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di Aaron Pettinari – 26 maggio 2008
Caserta.
L'operazione dei carabinieri coordinata dalla Dda di Napoli ha portato anche al sequestro di beni mobili, immobili e quote societarie per un valore superiore a 80 milioni di euro.


 
 

Si è conclusa con l'arresto di 53 persone e il sequestro di beni mobili ed immobili e quote di varie società per circa 80 milioni di euro. L'operazione dei carabinieri del comando provinciale di Caserta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha di fatto decapitato il clan dei Casalesi e, in particolare, la fazione della famiglia Iovine il cui capo, Antonio Iovine detto 'o ninno', è tuttora uno dei più pericolosi latitanti dell'organizzazione mafiosa casertana.
Tra gli arrestati numerosi gregari e anche il fratello di Antonio Iovine, Giuseppe, vigile urbano a San Cipriano d'Aversa, comune confinante con Casal di Principe, la cognata del boss, Rosa De Novellis e un figlio della donna, Oreste Iovine. In carcere, tra gli altri, Pasquale Gianluca Pagano, fedelissimo del superlatitante. Decisamente inquietante l’arresto di un cancelliere che lavora presso la Procura generale di Napoli, Antonio Orefice. Secondo l’accusa questi avrebbe fatto in modo di ritardare l’esecuzione di una sentenza d’appello emessa nei confronti di un affiliato al clan, il quale sarebbe poi stato avvisato dell’emissione del provvedimento restrittivo, riuscendo così a scappare. In cambio, Orefice avrebbe ottenuto in un primo momento “la promessa di un versamento di una somma di denaro” e successivamente “aiuto elettorale” in vista della candidatura alle provinciali di Caserta. Nel blitz è riuscita ancora una volta a scappare Enrichetta Avallone, moglie di Iovine, indicata dai magistrati come la “portavoce delle volontà e delle direttive del leader”. Per quanto riguarda i beni sequestrati sono il frutto di attività illecita mentre tutti gli arrestati sono gravemente indiziati dei reati di associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi, riciclaggio e illecita concorrenza. Il clan avrebbe sistematicamente corrotto pubblici amministratori, per acquisire appalti e servizi pubblici, e procurato voti a candidati di comodo in occasione delle elezioni provinciali del 2004. I proventi illeciti venivano così reinvestiti anche in attività imprenditoriali, fra le quali la distribuzione ed il noleggio di video-giochi e l’esercizio organizzato delle scommesse.  Nel corso delle stesse indagini i Carabinieri di Caserta avevano già catturato 2 latitanti di spicco, recuperando numerose armi e munizioni, tra cui un ak-47 (kalashnikov) e fucili a pompa, traendo in arresto per detenzione illegale di tale materiale 3 pericolosi affiliati.

 
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