La Rivista
Marco Travaglio
Ora sicurezza | Ora sicurezza |
|
|
|
|
di Marco Travaglio - 27 maggio 2008 «oggi tutti chiedono sicurezza, vogliono i termovalorizzatori, trovano giusto che il capo del governo si incontri con il capo dell’opposizione, accettano che un ministro proponga che i funzionari che non lavorano vengano licenziati, condannano i minorenni che stuprano e uccidono le adolescenti». Prima invece, com’è noto, tutti solidarizzavano con i minorenni (per non parlare dei maggiorenni) che stupravano e uccidevano le minorenni. Poi è tornato Berlusconi e ha rimesso le cose a posto, anche nell’informazione: «I giornali e la tv prosegue il noto sfondatore di porte aperte, - incominciano a descrivere oggettivamente i fatti di cronaca nera, di corruzione e di povertà senza ubriacarci con cento pareri politico-ideologici. La gente può riflettere e giudicare con la sua testa, usare il suo buonsenso. Naturalmente ci sono personaggi che non hanno ancora capito che la società è cambiata e si comportano come quei giapponesi che, a guerra finita, continuavano a combattere, ma spariranno». Prima di sparire, se Alberoni consente, vorremmo far notare un piccolo particolare del «Paese che sta riconquistando il senso della realtà»: da due settimane i politici, e dunque i giornali e le tv, parlano del nuovo reato di clandestinità. Chi è favorevole, chi è contrario. Chi dice: «finalmente tolleranza zero, certezza della pena e pugno duro». Chi ribatte: «attenti al razzismo e alla xenofobia». Chi paventa arresti di massa di 5-600 mila irregolari oggi in Italia (per contare solo quelli che han chiesto di regolarizzarsi). Chi promette eccezioni per le badanti e chi le chiede anche per le colf. Concetti interessantissimi, se non fosse per un minuscolo dettaglio: il reato di clandestinità, nel pacchetto sicurezza, non c’è. C’è quello, tutt’affatto diverso, di «ingresso illegale nel territorio dello Stato». L’hanno notato due pericolosi giapponesi come l’ex presidente della Consulta Valerio Onida (Sole-24 ore di giovedì) e il procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti (www.voglioscendere.it e La Stampa di ieri). Articolo 9 del ddl Maroni: «lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni… è punito con la reclusione da sei mesi a 4 anni». Va arrestato e giudicato per direttissima. Dunque, delle due l’una. O lo si prende nell’istante preciso in cui entra in Italia: nel qual caso la polizia può respingerlo alla frontiera (che senso ha arrestarlo e processarlo, per poi espellerlo dopo anni e ritrovarselo a spasso, visto che notoriamente le espulsioni sono virtuali?). Oppure lo si prende una volta entrato, e allora bisogna dimostrare che è entrato dopo il varo del ddl Maroni: il che è impossibile, perché l’interessato racconterà di essere arrivato in Italia quando farlo non era ancora reato e nessuno avrà elementi per smentirlo (le norme penali non sono retroattive). Dunque verrà assolto e magari risarcito per l’ingiusta detenzione. Il tutto dopo aver gravato sulla già collassata macchina della giustizia, impegnando inutilmente poliziotti, pm, giudici, cancellieri, interpreti, avvocati. Insomma, da due settimane ci si accapiglia e si dibatte su qualcosa che non esiste. L’ennesimo spot, l’ennesima grida manzoniana,l’ennesima sanzione virtuale per gettar fumo negli occhi della gente e fingere di risolvere un problema complesso con l’effetto placebo. Che il Wannamarchi della politica ci provi sempre, è comprensibile: più che spot, nella sua vita, non ha prodotto. Che le tv al seguito gli vadano dietro come cagnolini al guinzaglio, anche. Ma è curioso che le opposizioni - compreso Di Pietro, troppo precipitoso nell’elogiare il pacchetto Maroni, tutto chiacchiere e distintivo prendano per buoni gli annunci fasulli del televenditore, discutendoli come se fossero cose serie, dibattendo se siano troppo fascisti o xenofobi o repressivi mentre sono semplicemente inutili. Possibile che i ministri-ombra dell’Interno e della Giustizia siano così ombra da non dare un’occhiata alle leggi che commentano, da non conoscere la differenza tra reato di clandestinità e di ingresso clandestino o, in subordine, da non leggere il Sole-24 ore e La Stampa? Parlare sapendo quel che si dice non è poi così difficile. Senza offesa per Alberoni. Ora d'Aria L'UNITA' |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
|
| Leggi tutto... |
|
La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
|
|
In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
LEGGI TUTTO...
Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |