| Ciuro condannato per peculato. |
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La Terza sezione del Tribunale di Palermo presieduta dal giudice Raimondo Loforti ha condannato l’ex maresciallo della Dia Giuseppe Ciuro a un anno e 4 mesi con l’accusa di peculato. Secondo i magistrati il sottufficiale che per lungo tempo ha lavorato nell’ufficio del pm Antonio Ingroia, usava le linee telefoniche della Procura per collegarsi a siti hard ad alto costo e scaricare immagini pedopornografiche ritrovate dagli inquirenti nel suo computer. Per Giuseppe Ciuro, al quale il pm Francesco Del Bene aveva chiesto tre anni di carcere, il giudice della Terza sezione ha valutato fondata la telefonata del 6 novembre 2002 mentre per le altre connessioni non si ritiene sufficientemente accertata la sua responsabilità. Il maresciallo della Guardia di Finanza era stato arrestato il 5 novembre del 2003 nell’ambito dell’indagine sulle “Talpe” e per questo condannato a 4 anni e 8 mesi per favoreggiamento semplice nei confronti di Michele Aiello, l’imprenditore di Bagheria ritenuto prestanome di Provenzano. La pena per il maresciallo era stata confermata anche in Appello.
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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