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Decreto Salva Rete4. Nessuna urgenza nè servirà ad aggirare le sentenze europee PDF Stampa E-mail

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di Gianni Rossi - 26 maggio 2008
Intervista a Roberto Mastroianni, docente di diritto dell’Unione europea presso l’Università di Napoli.





C'era proprio bisogno di emanare con una fretta più che sospetta il decreto legge contenente l'emendamento che per l'ennesima volta, a partire dagli anni Novanta, potrebbe scongiurare il trasferimento di Rete 4 sul satellite, impedendo invece al network Europa 7 di poter utilizzare le frequenze che ha legittimamente ottenute con una pubblica gara? Stando all'opinione del professor Roberto Mastroianni, docente di diritto dell’Unione europea presso l’Università di Napoli, Federico II, assolutamente no.

A meno che non venga inserita un'ulteriore norma, come provocatoriamente ha proposto il portavoce di Articolo 21, Beppe Giulietti, che stabilisca tempi e modi certi affinchè appunto Europa 7 possa riottenere quelle frequenze, che sono alla base del lungo processo ormai conclusosi davanti al consiglio di Stato (la sentenza dovrebbe conoscersi a giugno) e che ha visto pronunciarsi in suo favore anche la Corte europea di giustizia.

Professor Mastroianni, c’era dunque bisogno di inserire un provvedimento urgente, per modificare l’assegnazione delle frequenze e in pratica bloccare ancora una volta Europa 7 e aggirare il verdetto della Corte europea di giustizia?

“Con l’emendamento del governo si tenta di risolvere la procedura di infrazione, aperta dalla Commissione europea relativamente alla legge Gasparri. Ma la misura adottata non è idonea a questo scopo, in quanto risponde solo ad alcune delle contestazioni avanzate dalla Commissione stessa. In più, l’emendamento ribadisce la situazione attuale, ovvero l’escusione di Europa 7 dall’uso delle frequenze analogiche, per le quali viene garantita la prosecuzione dello status quo. Eppure, tra le contestazioni di  Bruxelles vi era anche questa, vale a dire il mantenimento dell’uso delle frequenze in capo a soggetti non titolari di concessione, come Retequattro, a danno di chi invece come Europa 7 la concessione l’aveva acquisita grazie ad una gara."

Il governo sostiene che con l’introduzione del digitale, questa situazione verrebbe comunque risolta?
“Il passaggio al digitale  a livello europeo avverrà nella migliore delle ipotesi nel 2012, ma già si parla di slittamento al 2015. Nel frattempo, rimarranno in piedi le situazioni di privilegio ha che l’Europa ha già ritenuto con le sue sentenze non conformi alle regole comunitarie.
Non va dimenticato, poi, che il passare del tempo comporta l’incremento dell’ingente risarcimento dei danni che Europa 7 ha diritto di chiedere allo stato italiano."

Non le sembra allora un escamotage proprio da conflitto di interessi questa fretta del governo a modificare il provvedimento, in vista della sentenza del Consiglio di Stato prevista per giugno sul caso Europa 7?
“Non credo che l’opinione del Consiglio di stato possa essere condizionata da questo provvedimento, mentre l’unico effetto che questo potrà produrre sarà probabilmente un rallentamento della procedura di infrazione, in quanto la Commissione vorrà verificare l’idoneità del nuovo provvedimento legislativo, ai fini della chiusura della procedura stessa. Tuttavia, per i motivi prima indicati, ritengo che questa idoneità non vi sia. Il rischio del pagamento di una sanzione rimarrà comunque in piedi. In ogni modo, non c’era nessuna fretta per modificare il decreto legge, in quanto il rischio di pagare la sanzione alla Comunità non è certo dietro l’angolo. Sarebbe stato più opportuno discutere con la calma necessaria, considerando anche la delicatezza della materia."

L’opposizione sostiene che questa manovra sia direttamente collegata agli interessi di Berlusconi verso Rete 4 e, pertanto, alcuni settori chiedono di inserire nell’emendamento una clausola che tenga conto dei diritti di Europa 7. Cosa ne pensa?

“Questo intervento mi sembra più urgente dell’altro, in quanto è nei confronti di Europa 7, che lo stato rischia di pagare un enorme somma a titolo di risarcimento danni (nella causa al Consiglio di stato sono stati chiesti 3 miliardi di euro, secondo una perizia tecnica, ndr.). Ma purtroppo mi pare che l’obiettivo del governo intenda perseguire sia esattamente quello opposto."

Tratto da: www.articolo21.info

Leggi l'articolo di Marco Travaglio sul caso Rete 4 - Europa 7 

 
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